FESTA DELLA MAMMA: CONDANNA E PRIVILEGIO

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di Verde Maria Tamara |

Oggi si festeggia la festa della mamma e le origini di questa tradizione risalgono all’epoca greco romana. Si celebrava già nel mese di maggio ed era un momento per onorare la Madre Terra e le divinità femminili legate alla primavera, alla vita e alla fertilità; nel Medioevo, alle divinità pagane fu sostituita la Madonna, la madre per eccellenza.
Da quest’approfondimento sulle origini, emerge che il significato della Festa della Mamma, nei secoli, è cambiato in base alla specifica cultura. In origine era una festa legata alla Madre Terra, nel tempo si è trasformata, avvicinandosi sempre di più alla celebrazione della “madre” e della “mamma” in quanto tale.
Lo spirito che pervade oggi la festa è celebrare la donna in una delle sue più grandi espressioni della sua femminilità: la maternità.
Tuttavia la maternità per alcune donne da privilegio e dono diventa condanna, per tutte quelle donne che mamme non sono per scelta o perché sono madri che resteranno tali solo nel cuore e devono lasciar andare il loro sogno.
Le donne che scelgono di non avere figli ( eh si..si può scegliere di non averne!) saranno guardate con sospetto perché una donna che sceglie di generare qualcosa di diverso da un figlio varrà sempre un po’ meno. La società dà per scontato che una donna diventi mamma perché sarebbe contronatura non esserlo, sarebbe sbagliata la scelta di generare idee, progetti e non figli.
Le donne che non possono avere figli, al contrario, saranno guardate con compassione e pietà, con sentimenti che peseranno come macigni sul cuore di queste mamme mancate che hanno combattuto fino alla fine per avere il privilegio di vivere la maternità e quel dono mancato diventerà condanna.
In entrambi i casi queste donne saranno considerate anomalie del sistema.
Invece, oggi proprio nella festa della mamma, scegliamo di onorare e ricordare tutte le mamme:
quelle di “pancia” che partoriscono e quelle di cuore che adottano,
quelle nell’anima che attendono ancora il dono,
quelle con le braccia vuote che cullano nei sogni i figli perduti,
quelle che mamme non potranno mai esserlo,
quelle di testa che generano idee, progetti ed intuizioni,
quelle che devono giustificarsi del perché mamme non sono.
Una donna è madre ogni volta che ama un figlio, un essere vivente, un progetto, un ricordo, un obiettivo perché si può essere madre quando ci si prende cura degli altri e di sé.

Si è mamme quando si ama incondizionatamente.