di Aspide|
E di incidente su incidente, di portellone su portellone, di camion ribaltato su camion ribaltato (sulla gazzella dei carabinieri) fino ad ora andati sempre “bene” per l’incolumità fisica altrui, sembra che l’argomento inizi ad essere appetibile un pò a tutti, specie alla “politica” quella importante che sta nei sacri scranni romani, che negli ultimi decenni sembrava aver fatto suo il famoso detto “a nav cammin e a fav sè coc“. Si proprio così, tutto andava bene, le navi camminavano senza troppi intoppi, la gente si lamentava poco del caldo, i biglietti costavano non tanto e il mare era sempre una tavola.
E ci dispiace ma non è così. Quello che viviamo oggi è una condizione di strafottenza che dura da decenni a discapito di cittadini e anche degli armatori, i quali, questi ultimi, diventano come sempre gli agnelli sacrificali da immolare sul primo altare del giustizialismo mediatico. Eppure chi, se non la politica, doveva accorgersi o quantomeno programmare che prima o poi le navi, i porti e tutto il sistema marittimo sarebbe invecchiato con quelle tragiche conseguenze che oggi anche al “contadino” non possono più sfuggire?
Il problema dei trasporti per fortuna è solo forse “all’apice dell’inizio”, si perché forse un margine c’è ancora per evitare la catastrofe, per evitare anche la tragedia, ma si deve intervenire subito, perché in gioco non c’è solo quello o quell’altro armatore, quella o quell’altra nave, no, in gioco c’è la sicurezza e la mobilità di noi isolani, il sentirci liberi, o quasi, di andare e venire dalla terraferma in estate e in inverno, senza troppi condizionamenti dovuti alle convenienze del singolo armatore, senza il timore che ti caschi in testa un portellone.
Perché se ci avviliamo quando in inverno saltano le corse per il cattivo tempo, quando nessun armatore vorrà lavorare nei collegamenti marittimi con le isole, allora si che ci ritroveremo isolatamente avviliti.
Il problema vero e proprio è la nostra mobilità sempre, 365 giorni all’anno e non solo del turista occasionale che si lamenta per quella volta che il climatizzatore non faceva troppo freddo.
Nel frattempo aspettiamo di conoscere con speranza cosa stanno facendo Stato – Regione e Comuni.
Settimana Nr.1





