Violenza e Violazione

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di Giulia Mattera|

Come può una donna farsi valere ed essere rispettata quando nel farlo viene accusata?

Accusata di essere irrispettosa, sgarbata, solo perché non si piega al volere altrui, perché a gran voce fa valere i propri principi, diritti.

Nella società contemporanea l’ipocrisia abbonda su sorrisi costruiti. Si presume che la violenza consista “solo” nell’atto circoscritto del percuotere un individuo. Violenza sono le parole crude atte a ferire, sono gli sguardi ammonitori, le urla.

Violenza e violazione sono parole con suoni simili: violenza/violazione, violazione/violenza. Violenza è violazione, in quanto la donna viene violata nel suo essere, smembrata pezzo per pezzo fino a divenire polvere. Il rinascere dalle ceneri è un falso mito a cui ci hanno abituato, non si può rinascere quando vengono inferte ferite così indelebili.

Una donna che è stata violata, ogni qualvolta che udirà un individuo qualunque con un tono di voce più alto, rabbrividirà. Rabbrividirà poiché anche se rinata, una parte di lei vivrà eternamente quel terrore.

Normalizzare vuol dire assecondare comportamenti errati che nei secoli continuano a protrarsi.

Sensibilizziamo i giovani raccontando vicende di femminicidi, quando prima di arrivare a ciò dovremmo educarli sul modo di essere, educarli su ciò che giusto e sbagliato. Attuare un piano educativo volto a insegnare ai giovani come vivere le relazioni, potrebbe essere uno sbocco interessante ma non la soluzione.

Una cosa che ho notato nel tempo è che la storia, ahimè, non insegna. L’essere umano è abituato a ripetere costantemente i medesimi errori.

Basti pensare all’omicidio di Giulia Cecchettin, assassinata dal suo ex ragazzo Filippo Turetta, “semplicemente” perché la giovane non voleva tornare con lui e pertanto il suo spazio nella vita di Giulia era terminato. Ecco quello che spaventa: il semplicemente. Semplicemente si è preso oneri che non gli spettavano, che non spettano a nessun individuo.

Come può l’essere umano pensare di avere potere decisionale sulla vita altrui? Come può pensare di esercitare prevaricazione, controllo e possesso?

L’omicidio di Giulia ha avuto un grande impatto mediatico, con conseguenti manifestazioni, tuttavia non ci sono stati riscontri positivi. Dalla morte di Giulia sono stati registri altri 113 femminicidi.

Numero spaventoso.

Fa paura. Fa paura la facilità con cui le persone mettono tutto nel dimenticatoio.

Il 25 Novembre è la giornata volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della non violenza e del rispetto delle donne. Eppure non si dovrebbe limitare a un singolo giorno bensì a un allenamento costante.

Parlare di violenza contro le donne significa riconoscere che ci sono diritti violati, soprusi quotidiani e comportamenti che escludono la donna dalla propria vita.

Alcuni poeti descrivono la natura come malvagia. Lo stesso Leopardi definì la natura come Matrigna, in quanto essa non è più madre amorevole ma un meccanismo cieco e crudele ove la distruzione degli esseri è essenziale per la conservazione del mondo stesso. Tuttavia, secondo il mio modesto parere, forse l’unica natura malvagia è quella dell’uomo.

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