di Camillo Buono|
A Forio l’arte effimera di Antonio Iannini incanta residenti e turisti
C’è chi, da piccolo, costruisce castelli di sabbia sotto il sole d’estate. E poi c’è chi, da grande, con la sabbia ci scolpisce i simboli di un’intera isola, donando poesia agli occhi di chi passa. È proprio quello che sta accadendo in questi giorni a Forio, sul lungomare, dove l’arte si è fatta granello e respiro del mare.
Oggi pomeriggio, mentre camminavo sul lungomare di Forio, la mia attenzione è stata rapita da una scultura di sabbia imponente e bellissima, posizionata sull’arenile in ambito portuale, poco distante dal Comune. Lì, scolpita con maestria e delicatezza, prendeva forma una vera opera d’arte: tra i rilievi e i dettagli emergevano alcuni dei simboli più iconici della nostra isola.
C’era lui, l’intramontabile Castello Aragonese, poi il Torrione di Forio, il maestoso Nettuno, re dei nostri mari, e altri richiami riconoscibili che raccontano la nostra terra con il linguaggio antico ed effimero della sabbia.
Spinto dalla curiosità, mi sono avvicinato all’autore, che con umiltà e passione lavorava a nuovi dettagli. Il suo nome è Antonio Iannini, artista autodidatta, ma con una storia straordinaria. «Per anni ho fatto il Vigile del Fuoco nei reparti subacquei», mi racconta. «Questo lavoro mi ha portato a viaggiare in tutta Italia e, durante un’esperienza in Sardegna, ho incontrato un artista colombiano che realizzava sculture di sabbia. Da lì è cominciato tutto».
Antonio ha iniziato a studiare, a sperimentare, a perfezionare una tecnica che oggi lo ha portato a realizzare opere in tutto il mondo: ogni creazione è un mix di esperienze, ricordi, simboli incontrati nei viaggi. E anche l’opera di Forio non fa eccezione.
Infatti, accanto ai riferimenti ischitani, spuntano – ancora in fase di lavorazione – le piramidi Maya, il Cristo Redentore del Brasile e altri dettagli in divenire. «Un’opera che vuole unire culture e luoghi, perché ogni granello di sabbia ha una storia da raccontare», spiega Antonio.
E com’è arrivato a Forio? Merito della signora Angela, foriana doc, che lo ha conosciuto qualche anno fa a San Vito Lo Capo, dove anche lì Antonio aveva lasciato il segno con una sua scultura. Da quell’incontro è nata un’amicizia, e con il tempo anche la proposta: «Perché non vieni a Ischia?».
Detto, fatto. Ed è così che Forio oggi può vantare una delle sculture di sabbia più suggestive dell’estate ischitana.
L’artista ci racconta anche qualche segreto del mestiere: per rendere più durature queste opere, Antonio utilizza un collante naturale diluito nell’acqua, che viene spruzzata sulla superficie per mantenere la compattezza e resistere al vento e al sole.
Con gli occhi ancora pieni di meraviglia, resto a guardare Antonio all’opera: chino sulla sabbia, concentrato e sorridente, sembra un bambino felice. Ma le sue mani modellano qualcosa di più grande: un pezzo di bellezza che parla al cuore di chi guarda.
E allora, se passate da Forio in questi giorni, fermatevi sul lungomare, proprio davanti al Comune. Ammirate questa scultura di sabbia che è arte, racconto e poesia, e magari fermatevi a fare due chiacchiere con Antonio. Perché dietro ogni granello, c’è una storia da ascoltare.
E chissà che, nelle prossime stagioni, non si presenti nuovamente l’occasione di ammirare una nuova scultura di Antonio su qualche altra splendida spiaggia della nostra isola.





