di Camillo Buono|
Un pomeriggio di fiamme e fumo sta sconvolgendo l’isola d’Ischia, cancellando ancora una volta quel volto di natura rigogliosa che le era valso, fino a qualche anno fa, l’appellativo di “isola verde”. Oggi, purtroppo, quel verde lascia spazio alle lingue di fuoco che stanno aggredendo i nostri boschi e le nostre colline.
Le segnalazioni giunte in redazione parlano di incendi in diverse zone: da Testaccio a Buonopane, e uno anche in zona Pilastri del Comune di Ischia. Una preoccupante escalation di focolai, che ha richiesto l’intervento dei mezzi aerei: ai Maronti sono in azione già un elicottero e un Canadair che si riforniscono continuamente d’acqua nel tentativo di contenere le fiamme.
A terra, vigili del fuoco e protezione civile stanno operando nel tentativo di arginare i focolai e impedire che le fiamme raggiungano le aree abitate.
L’ennesima emergenza, però, pone interrogativi profondi e urgenti: come difendere davvero il patrimonio naturale dell’isola? È ormai evidente che sia indispensabile ricorrere a strumenti tecnologici come droni e telecamere, capaci non solo di monitorare il territorio ma anche di individuare e colpire chi, con dolo o incuria, mette a rischio la bellezza verde di Ischia.
L’isola non può permettersi di perdere ancora il suo cuore naturale: preservarlo è un dovere collettivo, a tutela della comunità, delle generazioni future e di quel paesaggio che da sempre rende Ischia un luogo unico.

