di Arianna Orlando|
Le storie raccontano che nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, le case di tutti i bambini del mondo vengano visitate da un personaggio fiabesco che lascia doni e che vola a cavallo di una scopa: essa è la Befana.
Si racconta che i Re Magi si persero lungo la strada che avrebbe dovuto condurli a Betlemme e proprio in quell’occasione incontrarono una vecchina che diede loro indicazioni. I Magi le chiesero se lei avesse voluto andare andare via con loro e visitare il piccolo Gesù Bambino ma la vecchina rifiutò perché aveva troppo lavoro da sbrigare. In seguito però si pentì della decisione che aveva preso e, preparata una cesta di doni, si mise in cammino per cercare di raggiungere Gesù Bambino. Non lo trovò mai, in compenso però si fermava per strada e regalava dalla sua cesta i dolci che aveva preparato a ogni bambino che incontrava.
La Befana rappresenta l’anno vecchio che va via e il nuovo che si appropinqua e i suoi doni sono un simbolo e un augurio di buona fortuna.
Se nel resto del mondo la Befana è quasi o del tutto sconosciuta e sono i Magi i protagonisti del 6 gennaio, in Italia le diverse regioni hanno molti modi -alcuni molto singolari- di festeggiarla. Per esempio, Urbania -nelle Marche- è considerata la città della Befana, dove si trova anche la sua casa. Si tiene una festa enorme con centinaia di befane che scendono dai campanili e sfilano per le strade. Il cuore dei festeggiamenti romani è invece Piazza Navona dove la tradizione vuole che la Befana faccia comparsa tra le fontane barocche. A Venezia, invece, si tiene la divertente Regata delle Befane: dei canoisti si travestono da vecchine e si sfidano a colpi di remi nel Canal Grande. In Friuli e Veneto, si accendono dei grandi falò in cui si brucia un fantoccio che rappresenta l’anno vecchio e i contadini, “leggendo” la direzione del fumo, comprendono e annunciano se l’annata sarà buona oppure cattiva. Nel Sud Italia invece, i vigili del fuoco aiutano la Befana a volare giù dai palazzi alti per lanciare caramelle ai bambini.
È tradizione, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, che I bambini lascino un mandarino con un bicchiere d’acqua per ristorare la Befana.
Come forse abbiamo già detto, la tradizione della Befana è del tutto italiana e in altri paesi del mondo non la si conosce o, per meglio dire, nel giorno del 6 gennaio si festeggia l’arrivo di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, i tre Magi che portarono oro, incenso e mirra al piccolo Bambin Gesù. In Spagna, ad esempio, questa festività è particolarmente sentita: nella sera del 5 gennaio c’è la famosa Cabalgata de Reyes, una sfilata spettacolare con carri e cammelli. I bambini lasciano le loro scarpe fuori dalla porta e aspettano che i Magi le riempiano di doni. In Francia si mangia la Galette de Rois (la torta dei re): è una torta che ha all’interno, nascosta da qualche parte, una sorpresa e chi la trova diventa il re o la regina della giornata e viene incoronato con una corona di carta. In Germania, i bambini si travestono da re Magi e vanno di casa in casa a cantare e a benedire le famiglie. In Islanda, la notte tra il 5 e il 6 gennaio è magica e popolata da elfi e troll. Gli animali, come per incanto, riescono a parlare e gli elfi si trasferiscono in nuove case. Nei paesi ortodossi si festeggia il Battesimo di Gesù: il sacerdote lancia in acqua una croce e i giovani si tuffano per recuperarla: chi riesce nell’impresa avrà fortuna tutto l’anno.
La storia della vecchina che porta i dolci e i doni a tutti i bimbi del mondo è l’ultimo soffio di magia delle feste prima di tornare alla nostra dimensione di ordinarietà. Nei nostri tempi tecnologici e super veloci, l’attesa della notte della Befana ci restituisce anche il dono della pazienza e della mitezza e ci insegna che, dopo aver salutato l’anno appena passato, bisogna accogliere con speranza quello nuovo.

