I Cantori Fontanesi omaggiavano e omaggiano con “le ninna nanne” il Divino Infante.

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Una stella luminosa dirigeva i tre Magi alla grotta di Betlemme per adorare il Bambinello: in ginocchio lo adoravano con fervore, lo veneravano.

di Luigi Schiano|

Nella solennità dell’Epifania, o Manifestazione del Signore, adoriamo il Divino Infante e lasciamoci accarezzare il cuore e l’anima pensando alle “ninna nanne” cantate dai nostri compaesani di Fontana che, nella genuinità della fede, cantavano dal giorno di Natale all’Epifania le più belle note al Divino e Dolce Infante.

Dal Cielo i cari antichi cantori, così come facevano con tanto trasporto e fede, intonano innanzi al Dio Eterno, Divino Bambino vivo e vero, le più dolci melodie. I loro volti, la loro storia e la loro voce riecheggiano nei nostri animi, ricordandoli con immenso affetto, commozione e gratitudine. Tra questi: Antonio Manieri, organista delle Chiese di Fontana e Serrara, che tanto ha cantato non solo nelle nenie natalizie, nel canto delle Litanie e in tanti altri inni e composizioni liturgiche; Francesco Iaconou Zipp”; Gregorio Mattera, storico barbiere; e il caro Giovanni Matterae Caiazz”, storico motocarrozzista.

Il caro Florindo Iacono, “menestrello”, continua questa tradizione nel cantare le ninna nanne al Divino Infante, sposandosi anche nella Parrocchia di Serrara e alla Chiesa di San Ciro al Ciglio.

Purtroppo queste “ninna nanne” non sono state tramandate nel tempo. Furono scritte da Mons. Giovanni Mazzella, foriano e già Parroco di San Vito dal 1905 al 1940, e tramandate in tutta l’isola con qualche parola diversa e in accordi diversi. Esse narrano con semplicità e chiarezza evangelica i vari episodi dell’infanzia di Gesù Cristo: dalla nascita di Gesù, all’omaggio dei pastori, alla circoncisione e all’arrivo dei Santi Magi.

La fede genuinamente cantata con semplicità e purezza di cuore arriva al Cuore dell’Altissimo. Ce lo ha evidenziato Papa Leone XIV durante il concerto nella Cappella Sistina pochi giorni fa con queste parole:
Non c’è Natale senza canti. Dovunque nel mondo, in ogni lingua e nazione, l’Avvenimento di Betlemme è celebrato con la musica e il canto. E non può essere altrimenti, dal momento che il Vangelo stesso racconta che, quando la Vergine Maria diede alla luce il Salvatore, gli angeli in cielo cantavano ‘Gloria a Dio e pace in terra’.”

Nel caro ricordo di questi nostri amici compaesani, ci auguriamo che accanto a Florindo altri possano, con passione, tramandare questo dolce canto al Divino Bambino.