La Shoah come lezione di umanità: memoria, etica e responsabilità

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di Arianna Orlando|

Nonostante la Shoah sia un evento molto importante nell’ambito della conoscenza dei fatti del XX secolo, questa non va studiata per sommi capi e nemmeno soltanto per fini storici. L’Olocausto è stato un avvenimento di portata elevatissima e, a giudicare dal fatto che molti genocidi si sono ripetuti negli anni successivi, non ha esaurito i suoi insegnamenti. È importante studiare, analizzare, rendicontare questo avvenimento storico soprattutto e prima di ogni altra cosa, per fini etici. Non basta nascere umani per fare di noi degli uomini: intendiamo chiarire questo concetto fondamentale a chiunque cerchi di educare qualcun altro. La narrazione dei fatti della Shoah può portare a ragionamenti validi sulla natura degli uomini, sull’etica delle loro leggi, sul bene e sul male, ma soprattutto può condurre i ragionamenti a trovare nuovi antidoti contro la discriminazione, l’intolleranza, il razzismo e la dittatura. È quindi necessario educare anche i bambini e i ragazzi all’empatia, al rispetto di qualunque forma di vita e al riconoscimento della violazione dei diritti umani. In tutto ciò la Shoah, con la storia dei suoi orrori, delle sue intolleranze e discriminazioni, delle atrocità commesse da uomini contro altri uomini (soprattutto più deboli e indifesi), può costituire un alleato per dimostrare cosa accade quando l’uomo dimentica di essere uomo e soccombe agli dei del potere e del denaro.

Quindi la Shoah rappresenta soprattutto oggi, in questo clima di guerre e di profonde intolleranze, una extra-ordinaria occasione pedagogica. Non è sufficiente infatti parlare solo concettualmente di razzismo, è necessario dimostrare cosa accade quando la discriminazione e l’intolleranza prendono il sopravvento. Studiare la Shoah nelle sue cause, nei suoi effetti e nel suo svolgimento può portare al riconoscimento preventivo di fenomeni che mettono a rischio la vita civile e la democrazia e può preparare soprattutto i giovani e i giovanissimi a esercitare una cittadinanza attiva e consapevole.

Dunque, parlare della Shoah e diffondere la memoria che i sopravvissuti ci hanno lasciato in eredità è una scelta coraggiosa e necessaria. Ma dove trovare le parole giuste per parlarne in famiglia? Innanzitutto possiamo utilizzare i video delle testimonianze dei sopravvissuti alla tragedia (che sono reperibili ad esempio su youtube) e i film, anche se bisogna tenere conto che educare attraverso il cinema richiede una scelta molto attenta, poiché il linguaggio visivo deve essere adatto all’età e alla sensibilità dei ragazzi per non risultare eccessivamente traumatico, pur mantenendo la verità storica. Per i più piccoli (7-10 anni) consigliamo la visione di La stella di Andra e Tati, Quando Hitler rubò il coniglio rosa, La vita è bella. Per i ragazzi in età di scuola media (11-13 anni) consigliamo la visione di Il bambino con il pigiama a righe, Storia di una ladra di libri, Jona che visse nella balena, Il viaggio di Fanny. Per i ragazzi più grandi (+14 anni) consigliamo la visione di Schindler’s list, Il pianista, Train de vie-un treno per vivere, Jojo Rabbit. Si consiglia che la visione di questi film o contenuti video venga esperita sempre con la presenza di un adulto o di un educatore che può approfondire alcune tematiche e suggerire un supporto emotivo in quanto il valore educativo giace nel dialogo.

Inoltre educare alla Shoah attraverso i libri permette ai bambini e ai ragazzi di elaborare i contenuti con i propri tempi, facilitando l’immedisimazione e la riflessione. Per i più piccoli (6-10 anni) consigliamo la lettura di Otto. Autobiografia di un orsacchiotto di Tomi Ungerer, L’albero della memoria di Anna e Michele Sarfatti, Il gelataio Tirelli di Tamar Meir, La stella di Andra e Tati di Alessandra Viola, La giostra di Claudio Gobbetti e Diyana Nikolova. Per i più grandicelli (11-15+) consigliamo la lettura di Il diario di Anne Frank di Anne Frank, Se questo è un uomo di Primo Levi, La ballerina di Auschwitz di Edith Eva Eger, Fino a quando la mia stella brillerà di Liliana Segre.

I testimoni diretti della Shoah ci stanno lasciando e con loro si affievolisce il suono delle loro voci. Spetta a noi raccogliere ora l’eredità della memoria. Studiare ciò che è accaduto non serve a cambiare il passato, perché questo purtroppo è immutabile, ma è necessario per fare in modo che alcuni avvenimenti non si ripetano e che noi siamo sempre vigili contro l’odio, l’indifferenza e l’intolleranza.