a cura di Antonietta Manzi|
Trenta compagni di classe, a un anno dalla maturità, si riuniscono per una cena e, tra un ricordo e un momento di nostalgia, spunta una proposta: una sorta di riffa esistenziale, una scommessa il cui tesoro economico, da accrescere negli anni con periodici versamenti, andrà a chi sarà sopravvissuto a tutti gli altri. Tra inganni, seduzioni, trame e sabotaggi, il fondo oscuro delle relazioni umane emerge, con esiti a volte comici, a volte tragici. Un romanzo colto e fruibile allo stesso tempo, imprevedibile negli sviluppi e scoppiettante come la maestria linguistica a cui Michele Mari ci ha abituati.
“Però, era davvero solo una questione di soldi? Si chiese se invece quella macabra competizione non fosse la forma presa dalla loro stessa vitalità, il modo più diretto per sentirsi vivi, e in gioco, sì, in gioco fino all’ultimo istante possibile, comunque più vivi di quanto sarebbero stati aspettando la morte ognuno per conto suo, all’insaputa del destino degli altri, in un’ignoranza molto simile al tradimento, pigiati com’erano in una stessa trincea, e chi ce li aveva pigiati, con l’indiscutibilità dell’arbitrio, era stato il loro ginnasio-liceo, nel mese di settembre dell’anno 1969.“
Michele Mari, I convitati di pietra, Einaudi 2025, 17.50 euro


Il libro è disponibile presso “IMAGAENARIA – LIBRERIA E CASA EDITRICE” ISCHIA PONTE

