17 gennaio 1965: nella memoria di Sant’Antonio Abate, Serrara ricorda Don Mario Iacono

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di Luigi Schiano|

Don Mario Iacono, all’età di 71 anni, già parroco di Serrara, nel giorno di Sant’Antonio Abare terminava la sua ricca e laboriosa giornata terrena.

Nella schiera dei ventuno parroci ed economi curati che hanno fatto la storia della Parrocchia di Serrara, oggi ricordiamo, nel 61° anniversario del suo ritorno a Dio, don Mario Iacono, parroco di Serrara dal 1927 al 1943, sacerdote di alta statura, cultore e amante della storia serrarese, di grande sapienza e istruzione, definito mente brillante serrarese.

Nella sua casa di fronte la chiesa parrocchiale, tanti bambini hanno conosciuto i rudimenti dell’istruzione scolastica, quella che a quei tempi, caratterizzati dai conflitti mondiali, non era assicurata come oggi. Conoscitore anche della lingua inglese, dava lezioni a coloro che si affacciavano al settore turistico dopo il boom economico del 1950.

Conoscitore dell’arte medica, correva di casa in casa quando qualcuno non stava bene e curava, con i pochi medicinali presenti, le varie malattie. Alle persone con la febbre, la faceva passare subito con l’olio di ricino. I sacerdoti, a quei tempi, oltre a curare l’anima, erano anche conoscitori della medicina, come non ricordare anche don Luigi Trofa, secondo parroco di Sant’Angelo, che anch’egli ha curato non solo lo spirito ma anche il corpo dai malanni di quell’epoca.

Don Mario è stato un sacerdote letterato che ha composto anche opere letterarie, come poesie e altre composizioni. Ha composto, con belle e significative parole, l’inno a San Vincenzo Ferrer, patrono delle vigne e dei campi serraresi, successivamente musicato da don Livio Baldino. Tra i suoi alunni spicca anche don Angelo Iacono e tanti altri, oggi anziani o passati alla vita eterna, che hanno beneficiato dell’istruzione di questo sacerdote colto.