Il Caffè della Domenica: quando il mondo perde i suoi valori

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di Camillo Buono|

Questa domenica mattina, come spesso accade, scorro le notizie ritagliandomi il mio tempo e il mio spazio in cucina.
La casa è ancora immersa nel silenzio, tutti dormono. Io no. Io sono lì, accompagnato solo dal profumo del caffè che sale lento, quasi a scandire i pensieri.

Fuori il tempo non sembra dei migliori, ma a dire il vero poco importa.
Quello che mi pesa davvero è il tempo lì fuori, quello raccontato dalle notizie: una scia continua di cose brutte, di storie che non dovrebbero mai essere scritte.

Giovani che perdono la vita.
Per noia.
Per amori malati o incompresi.
Per motivi che non stanno né in cielo né in terra.

Vite che finiscono e che non torneranno mai più.
Famiglie distrutte.
Altri giovani che, in qualche modo, passeranno parte della loro esistenza dietro le sbarre.

Eppure la nostra società si affanna a produrre spot, campagne, slogan per “prevenire” tutto questo.
Si settorializzano le occasioni, si usano parole anglosassoni, si costruiscono contenitori ben confezionati che però, spesso, amplificano un distacco generazionale invece di ridurlo.
Quel cordone invisibile che dovrebbe trasmettere valori tra generazioni finisce per essere tagliato, non rinsaldato.

Sia chiaro: ogni azione va intrapresa, ogni tentativo è lecito.
Ma ciò che davvero manca oggi alla nostra società sono i valori.

Viviamo in un tempo che cambia pelle così velocemente che ciò che oggi rappresenta tutto, domani non conta più nulla.
Ed è proprio questa corsa continua a svuotare di senso le parole più importanti:
famiglia, amicizia, comunità, lealtà, rispetto… e perché no, anche fede.

Sinonimi che, complice anche una certa politica degli ultimi decenni, hanno perso peso, significato, profondità.
Ed è così che accadono cose che non dovrebbero accadere:
un fratello che uccide una sorella per motivi assurdi,
un fidanzato che ammazza la fidanzata per un bacio mancato,
un figlio che uccide la madre,
un padre che distrugge la propria famiglia.

Certo, non è vero che “una volta non succedeva”.
Ma forse è altrettanto vero che questa società così emancipata, così moderna, non sta realmente evolvendo.
Sta semplicemente perdendo i suoi valori fondamentali, spesso confondendoli, mescolandoli, svuotandoli, fino a rendere la nostra identità fragile, meticcia nel senso peggiore del termine, lontana dalle proprie radici più profonde.

E mentre il caffè finisce, resta una domanda amara sul fondo della tazzina:
stiamo davvero andando avanti… o stiamo solo dimenticando chi siamo?