Di Arianna Orlando|
Quest’anno ricorre l’ottavo centenario della morte di San Francesco, avvenuta il 4 ottobre del 1226 ad Assisi, e per questa occasione Papa Leone XIV ha stabilito che dal 10 gennaio 2026 fino al 10 gennaio 2027 si celebra l’anno giubilare di San Francesco. Durante questo anno tutti i cristiani sono chiamati a meditare sulla figura di San Francesco, testimone instancabile di pace.
Anche la nostra Fontana partecipa con cuore aperto e operoso alla santità dell’anno giubilare, grazie a una catechesi sovrintesa da don Franco Felice Mattera, che si terrà per la prima volta questa sera, alle ore 17 e 30, presso la chiesetta di Sant’Antonio. La catechesi di stasera si annuncerà con un saluto iniziale e l’invocazione dello Spirito Santo, dopodiché il tema della discussione verterà su Francesco e la parola (dal titolo della catechesi), vale a dire che si rifletterà su alcuni passi del testamento del santo. Tutto questo, spiega don Franco, riuscirà a darci un’immagine integra del Santo di Assisi, avulsa dalle mistificazioni e dalle congetture del sapere popolare. Si proseguirà con una breve lettura tratta dal Vangelo di Giovanni, che è proprio il testo con cui Francesco volle accompagnare la sua morte. La catechesi si concluderà con la preghiera al santo di Papa Leone XIV.
Il percorso di catechesi sarà strutturato in 12 incontri che tratteranno, ad esempio, nel tempo di preparazione alla Pasqua il modo di vivere la Quaresima. Tuttavia, gli argomenti da trattare di volta in volta sono ancora oggetto di preparazione e dunque non possiamo annunciarli compiutamente. Don Franco si augura di poter sfruttare tutte le potenzialità della comunicazione, tra cui anche dei mezzi audiovisivi, per rendere accessibile a tutti il messaggio di San Francesco.
Tra i numerosi obiettivi della catechesi su San Francesco sicuramente si profila, e dunque la possiamo citare, la possibilità di avvicinare gli ascoltatori e i partecipanti alle Sacre Scritture che sono oggi tecnicamente più accessibili di quanto lo erano ai tempi del santo di Assisi. Nonostante questo, Francesco-che amava definirsi ultimo fra gli ultimi-vantava una grandissima conoscenza in merito. Non solo per questo ma anche per questo va accolto e imitato l’esempio di san Francesco: arricchire e impreziosire la nostra vita con i passi del Vangelo, l’autentico e semplice messaggio di Cristo sulla terra.
In quanti desidereranno partecipare e accostarsi alla bellezza della visione francescana in cui tutte le cose possedevano nobiltà in quanto create da Dio? Non possiamo dirlo con certezza e gli incontri, che si susseguiranno in un lasso di tempo non ancora certo e tuttora indefinito, avranno il merito di chiarire questo dato. “Ciò che ritengo più importante”, dice don Franco a tal proposito, “è che la catechesi possa aiutarci a porre delle domande sul nostro sentirci ed essere cristiani oggi che è un tempo certamente diverso, ma che presenta gli stessi problemi umani di ogni epoca”.
Noi sappiamo con certezza che questi incontri contengono in sé una grandissima bellezza: vedere il mondo attraverso gli occhi di Francesco, che fece dell’umiltà e della semplicità i vessilli della sua spiritualità, osservare le cose attraverso lo specchio riflesso della sua vita evangelica, scoprire la nostra quotidianità in una veste nuova-quasi santa, potremmo dire- e concepire la nostra vita come un capolavoro lavorato direttamente dalle mani di Dio. Queste che abbiamo citato sono solo alcune delle impressioni e delle suggestioni che provengono da un uomo, fatto santo, che aprì il suo cuore alle piccole cose e alla natura e solo in questo modo riuscì a concepire le più grandi.

