a cura di Antonietta Manzi|
Quello del mare e della navigazione è da sempre uno dei temi più frequentati dalla letteratura, la poesia, l’arte. Da Omero a Verga, da Salgari a Melville, l’affrontare il mare dà luogo a una infinità di metafore per esprimere la sfida, il timore, il mistero, ma anche la possibilità di conoscenza, di incontro con la natura e con mondi sconosciuti. Il professor Dorfles ci offre un saggio non accademico ricco di curiosità, una lettura che ha il fascino e la forza di invogliare ad aprire mille altri libri ancora.
“Quando si sale su un’imbarcazione, indipendentemente dalle sue dimensioni, che lo si sperimenti per la prima volta o che si sia esperti marinai, non si può non sentire un’emozione. Magari sottile, come accade a chi naviga abitualmente, o intensa, come chi per la prima volta sente uno scafo instabile sotto i piedi. È anche per questo che, quando la letteratura parla di navigazioni, abbiamo subito la sensazione di qualcosa di insieme misterioso e famigliare, ci colpisce un sentimento di serenità e nello stesso tempo di inquietudine. È così, anche se è difficile trovare le parole per spiegarlo. C’è qualcosa di unico, nei racconti di mare, che non si verifica con nessun altro scenario, come se l’eco dei suoni della navigazione, lo scorrere dell’acqua su uno scafo, la risacca su una spiaggia, la voce delle onde, gli scricchiolii di un’alberatura, un improvviso colpo di vento sulle vele fossero capaci, da soli, di produrre un fremito di avventura, un brivido, un senso della sfida, una vitalità e una comunione con la natura che non esiste se non a bordo di un’imbarcazione.“
Piero Dorfles, Le parole del mare. Letteratura e navigazione, Sellerio 2025, 15.00 euro


Il libro è disponibile presso “IMAGAENARIA – LIBRERIA E CASA EDITRICE” ISCHIA PONTE

