di Camillo Buono|
Seduto in cucina, con la tazzina davanti, guardo il fumo che sale lento dal caffè appena versato.
È un segnale. Il caffè scotta. Bisogna fare attenzione.
Ma in fin dei conti è solo fumo.
E mentre lo osservo dissolversi nell’aria, penso che spesso anche nella vita funziona così: tanto fumo, poca sostanza. Proprio come quello che fanno gli stupidi.
In questi giorni sull’isola si è parlato molto di un ragazzo che frequenta danza e che è stato vittima di bullismo. La vicenda ha superato i confini di Ischia, è arrivata sulla stampa nazionale, ha generato indignazione, commenti, prese di posizione.
Ma oggi non voglio parlare del caso in sé.
E non voglio nemmeno soffermarmi sui suoi compagni.
Perché i ragazzi, quasi sempre, non inventano nulla. Ripetono.
Ripetono ciò che ascoltano.
Ripetono ciò che vedono.
Ripetono stereotipi che respirano dentro casa.
Sono spugne. Assorbono mentalità, convinzioni, paure, ironie velenose dette “per scherzo”. Se in una famiglia si insinua l’idea che esistano passioni “da maschio” e passioni “da femmina”, prima o poi quella frase diventerà una battuta in classe. E quella battuta, magari, diventerà una ferita.
Allora prima di pretendere di cambiare la società, dovremmo avere il coraggio di cambiare le nostre case.
Prima di indignarci pubblicamente, dovremmo chiederci cosa diciamo in privato.
L’educazione non nasce nei post sui social.
Nasce a tavola.
Nasce nei discorsi quotidiani.
Nasce dagli esempi.
Poi però c’è anche l’altra faccia della medaglia.
Nella vita gli stupidi non spariranno. Faranno rumore. Derideranno. Indicheranno. Proveranno a ridurre tutto a una caricatura. Ma restano fumo.
E il fumo, per quanto possa sembrare denso, si dissolve.
Chi ha un sogno deve imparare a guardare oltre.
A non farsi definire da chi non capisce.
A lavorare in silenzio, a migliorarsi, a crescere.
Perché quando il talento trova la sua strada, quando l’impegno diventa risultato, quando il sacrificio si trasforma in successo, allora quelli che ridevano restano a bocca aperta.
Il mondo, nel bene e nel male, va così.
Il punto non è eliminare il fumo.
Il punto è diventare sostanza.
E forse il vero cambiamento comincia proprio da lì:
nelle famiglie, nelle parole, negli esempi.
Il resto è solo vapore che si disperde nell’aria. Proprio come quello che sale dalla mia tazzina.
Buon caffè e buona domenica!

