Mezzo secolo di politica ischitana in un nome: Giovanni Sorrentino

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di Camillo Buono|

Ci sono nomi che attraversano le stagioni politiche e diventano parte integrante della storia di una comunità. Giovanni Sorrentino è uno di questi.

Mezzo secolo di impegno concreto, vissuto non da comparsa ma da protagonista. Una storia politica che affonda le radici negli anni della Democrazia Cristiana, quando, giovanissimo e ancor prima di compiere diciotto anni, inizia il suo percorso amministrativo. In quegli anni cresce politicamente accanto a un altro grande pilastro della politica ischitana, il compianto Enzo Mazzella, Sindaco del Comune di Ischia e successivamente Assessore regionale. Un sodalizio politico e umano che ha segnato un’epoca, contribuendo a costruire una stagione amministrativa intensa, fatta di confronto, visione e responsabilità.

Dopo quella fase di arricchimento, arriva per Giovanni Sorrentino l’ascesa a Sindaco del Comune di Ischia dal 1990 al 1993, in piena Tangentopoli, in uno dei periodi più complessi della storia politica italiana. Anni difficili, segnati anche dal dissesto finanziario dell’ente, in cui amministrare significava assumersi responsabilità enormi e spesso impopolari. Più volte assessore, più volte Presidente del Consiglio comunale, oggi è meritatamente riconosciuto come il gran decano della politica isolana. Un uomo che ha attraversato la Prima Repubblica, ha vissuto la Seconda e osserva con lucidità le trasformazioni della politica contemporanea.

Ieri mattina, nella sala consiliare del Comune di Ischia, il Sindaco Enzo Ferrandino insieme a tutta l’Amministrazione comunale ha voluto rendere omaggio a chi per cinquant’anni si è messo al servizio della propria comunità senza mai sottrarsi, né davanti alle questioni più complesse né davanti alle richieste più semplici dei suoi concittadini. Un tributo sentito e meritato, culminato con la consegna di una targa che riconosce l’impegno umano e politico di una vita intera.

Nel suo intervento, il primo cittadino ha ripercorso le tappe principali dell’esperienza amministrativa di Sorrentino: dagli inizi giovanissimi fino alla guida della città in anni turbolenti, quando il senso delle istituzioni veniva messo quotidianamente alla prova.

È stato poi lo stesso Giovanni Sorrentino, con parole cariche di emozione, a riportare alla luce frammenti di storia politica ischitana: le lacrime del primo incarico, il peso e l’onore di diventare Sindaco, le 1400 istanze di condono firmate, i 27 processi affrontati e conclusi sempre con assoluzione. Non ha dimenticato di ringraziare chi lo ha sostenuto lungo il cammino, a partire dalla sua famiglia, fino agli amici e compagni di partito come Rino Cenatiempo e Umberto Di Meglio, protagonisti insieme a lui di stagioni decisive per la vita amministrativa del Comune.

Ma nel suo discorso c’è stato soprattutto un messaggio che va oltre la celebrazione personale: lui, senza particolari titoli accademici, ha potuto rappresentare la propria comunità con dignità, coraggio e senso del dovere. Un’affermazione semplice ma potente, che restituisce alla politica il suo significato più autentico: servizio.

Oggi, a ottant’anni compiuti, Giovanni Sorrentino continua a essere presente, lucido, attento. È cambiato il contesto politico, sono cambiate le generazioni, ma non è cambiato lui. Resta memoria storica e punto di riferimento per chi crede che la politica non sia una carriera, ma una responsabilità verso la propria comunità.

Perché c’è chi la politica la racconta. E poi c’è chi la costruisce, giorno dopo giorno, per cinquant’anni. Giovanni Sorrentino è la dimostrazione che ogni cittadino, con sapienza, umiltà e dedizione, può diventare autentico rappresentante della propria terra.