a cura di Antonietta Manzi|
In una Sardegna rurale povera e vincolata a pratiche ancestrali, Lellena cresce ignorata dai suoi familiari, sviluppando nel silenzio e nella solitudine un intenso legame di comunicazione e rispecchiamento con gli animali e l’ambiente naturale intorno a lei. Per assomigliare a un cavallo che considera suo simile, si provoca sulla fronte un segno, che il mondo degli adulti invece intenderà come la manifestazione del suo essere una prescelta con poteri divinatori. Lellena troverà nella sua curiosità verso il mondo, nel suo desiderio di conoscere, la chiave per determinare il proprio destino, con una forza e una determinazione che la rendono una figura senza tempo.
“Nei giorni successivi ne arrivano altre. Chiedono di esaminare la fronte di Lellena e si convincono che la cicatrice sia una croce, ottenuta casualmente da una caduta sul fuoco, come racconta la madre; si convincono sia un segnale dall’alto. È una figlia sinnada, predestinata da un marchio che suggerisce potere, un mistero inesplicabile. Può guarire, fare del bene. Una regala tre uova, un’altra poche patate. Sono donne prudenti, il futuro è sempre incerto e si premuniscono. Nello scorrere dei giorni ne arrivano altre con piccoli doni. Una pia donna le porta un abito di giusta misura, è scuro e di lane lavorare coi ferri da maglia, righe alterne di nero e altri colori; alla bambina non piace ma sente più caldo, anche se la lana le provoca prurito. Raffaellica sogna la radio; i figli la sazietà. Lellena si sfiora più spesso la fronte e tace.“
Maria Spissu Nilson, Sinnada, Feltrinelli 2026, 18.00 euro


Il libro è disponibile presso “IMAGAENARIA – LIBRERIA E CASA EDITRICE” ISCHIA PONTE

