Per la rubrica “Libri in pillole” questa settimana vi presentiamo: Widad Tamimi – Dal fiume al mare

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di Antonietta Manzi|

Widad Tamimi è cresciuta in Italia da padre profugo palestinese e da madre di origini ebraiche, con una storia personale che è un continuo movimento tra confini, identità, memorie. L’espressione “dal fiume al mare”, che indica lo spazio compreso tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo, è stata utilizzata nel corso degli anni da entrambe le fazioni con accezioni diverse, mentre in questo libro torna a definire un luogo, segnato storicamente dalla sofferenza, dall’orrore e dal cinismo, ma che può rappresentare anche una sfida, quella a mantenere vivo il senso di umanità e di solidarietà. 

È una terra cui hanno ambito in maniera esclusiva i primi sionisti e che i palestinesi hanno rivendicato come propria già durante il Mandato britannico; da quasi ottant’anni la contesa continua e si è fatta sempre più drammatica. Troppe persone hanno sofferto o sono morte tra queste due rive, una di acqua dolce e l’altra salata, per un nulla di fatto. Tante sono state le proposte di soluzione avanzate negli anni, ma nessuna ha saputo prendere atto dell’evidenza invece che cimentarsi in congetture complicate: su questa terra vivono persone che parlano lingue diverse, che professano religioni differenti, che forse non si riconoscono fratelli, sebbene si chiamino entrambi discendenti di Abramo e dei suoi figli Isacco e Ismaele, per l’appunto fratelli, ma che prima di ogni altra cosa sono esseri umani.

Widad Tamimi, Dal fiume al mare. Storia della mia famiglia divisa tra due popoli, Feltrinelli 2026, 16.00 euro