Venerdì di Passione

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Memoria dei sette dolori della Beata Vergine Maria, l’Isola tutta guarda alla Vergine trafitta dalla spada del dolore “Stabat Mater Dolorosa”

Di Luigi Schiano|

Nella Parrocchia Santa Maria del Carmine la Via Matris, meditando i sette dolori di Maria

Venerdì Santo 3 aprile alle 5.30

Fra i tanti titoli e celebrazioni mariane, il più sentito perché più vicino alla realtà umana è quello della Beata Vergine Maria Addolorata; il dolore è presente nella nostra vita sin dalla nascita, con il primo angosciato grido del neonato, che lascia il sicuro grembo materno per proiettarsi in un mondo sconosciuto, non più legato alla madre e in preda alla paura e allo spavento; poi il dolore ci segue, più o meno intenso, più o meno costante, nei suoi vari aspetti, fisici, morali e spirituali, lungo il corso della vita, per ritrovarlo comunque al termine del nostro cammino, con l’ultimo e definitivo distacco da questo mondo.

Il venerdì che precede la Domenica delle Palme viene detto il “Venerdì della Desolata”, poiché in quest’ultimo venerdì di Quaresima la devozione popolare guarda alla Vergine Santa, contemplandola nei suoi dolori, sintetizzati nelle sette spade, che riassumono la sua opera di redenzione assieme al Suo Figlio Gesù; ecco perché la Vergine Maria è detta anche la Corredentrice, socia del Redentore ai piedi della Croce.

La devozione alla Vergine Addolorata nel tempo di Quaresima, poiché la sua memoria liturgica è stata fissata al 15 settembre, è molto sentita nel Sud Italia. Anche nella nostra isola sono numerose le immagini della Vergine Addolorata custodite nelle comunità parrocchiali, ma l’apice del culto si registra a Forio, dove nella Parrocchia di San Sebastiano Martire è custodita la meravigliosa effige della Vergine Addolorata, che proprio nella giornata di oggi viene portata in processione con il concorso di una folla di fedeli. Anche nelle altre comunità parrocchiali, in questa giornata o nel Venerdì Santo, la Vergine Addolorata viene portata in processione.

Sono degne di nota anche le Addolorate presenti nelle parrocchiali di Panza, Buonpane, Lacco Ameno; a Casamicciola, nella zona del Majo, la Madonna Addolorata è chiamata “Madonna di Notte”, poiché il Venerdì Santo alle ore 3.30, dalla Congrega di Santa Maria della Pietà, in una sentita, pregata e significativa processione, la Vergine Incoronata Madre dei Dolori tocca tutte le zone di Casamicciola.

Quella presente a Ischia, in località Arso, nella chiesa a lei dedicata nel 1873, fu edificata per volere del vescovo Mons. Francesco De Nicola, con il contributo del popolo, per ospitare al suo interno la statua della Madonna Addolorata, molto venerata nella zona della Mandra per i miracoli che le venivano attribuiti.

Anche a Serrara Fontana sono presenti nelle varie comunità parrocchiali le immagini della Vergine Addolorata; tra queste spicca quella custodita nella Chiesa Parrocchiale di Serrara, di manichino, con le sette spade del dolore. A Fontana esisteva, nella Chiesa della Concezione detta di don Andrea, l’immagine di manichino dell’Addolorata; era stato istituito anche il Pio Monte dell’Addolorata, una sorta di pio sodalizio di persone, di cui si fa menzione nel 1777 nella nota di tutti i pii luoghi conservati nell’archivio diocesano di Ischia, in cui si parla di un altare laterale eretto in onore di Maria Addolorata dentro la chiesa della Concezione.

Il culto

La devozione alla Madonna Addolorata, che trae origine dai passi del Vangelo, dove si parla della presenza di Maria Vergine sul Calvario, prese particolare consistenza a partire dalla fine dell’XI secolo e fu anticipatrice della celebrazione liturgica, istituita più tardi.

Il “Liber de passione Christi et dolore et planctu Matris eius” di ignoto (erroneamente attribuito a S. Bernardo) costituisce l’inizio di una letteratura che porta alla composizione, in varie lingue, del “Pianto della Vergine”.

Testimonianza di questa devozione è il popolarissimo “Stabat Mater” in latino, attribuito a Jacopone da Todi, il quale compose in lingua volgare anche le famose “Laudi”; da questa devozione ebbe origine la festa dei “Sette Dolori di Maria SS.”. Nel secolo XV si ebbero le prime celebrazioni liturgiche sulla “compassione di Maria” ai piedi della Croce, collocate nel tempo di Passione.

A metà del secolo XIII, nel 1233, sorse a Firenze l’Ordine dei frati “Servi di Maria”, fondato dai Ss. Sette Fondatori e ispirato dalla Vergine. L’Ordine, che già nel nome si qualificava per la devozione alla Madre di Dio, si distinse nei secoli per l’intensa venerazione e la diffusione del culto dell’Addolorata; il 9 giugno 1668 la Sacra Congregazione dei Riti permetteva all’Ordine di celebrare la Messa votiva dei sette dolori della Beata Vergine, facendo menzione nel decreto che i frati dei Servi portavano l’abito nero in memoria della vedovanza di Maria e dei dolori che essa sostenne nella passione del Figlio.

Successivamente, papa Innocenzo XII, il 9 agosto 1692, autorizzò la celebrazione dei Sette Dolori della Beata Vergine la terza domenica di settembre.

Ma la celebrazione ebbe ancora delle tappe, man mano che il culto si diffondeva; il 18 agosto 1714 la Sacra Congregazione approvò una celebrazione dei Sette Dolori di Maria il venerdì precedente la Domenica delle Palme e papa Pio VII, il 18 settembre 1814, estese la festa liturgica della terza domenica di settembre a tutta la Chiesa, con inserimento nel calendario romano.

Infine papa Pio X (1904-1914) fissò la data definitiva del 15 settembre, subito dopo la celebrazione dell’Esaltazione della Croce (14 settembre), con memoria non più dei “Sette Dolori”, ma più opportunamente come “Beata Vergine Maria Addolorata”.

Le devozioni

I Sette Dolori di Maria corrispondono ad altrettanti episodi narrati nel Vangelo:

La profezia di Simeone, quando Gesù fu portato al Tempio: “E anche a te una spada trafiggerà l’anima”. La Sacra Famiglia è costretta a fuggire in Egitto: “Giuseppe, destatosi, prese con sé il Bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto”. Il ritrovamento di Gesù dodicenne nel Tempio a Gerusalemme: “Tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo”. Maria addolorata incontra Gesù che porta la croce sulla via del Calvario. La Madonna ai piedi della Croce, in piena adesione alla volontà di Dio, partecipa alle sofferenze del Figlio crocifisso e morente. Maria accoglie tra le sue braccia il Figlio morto deposto dalla Croce. Maria affida al sepolcro il corpo di Gesù, in attesa della risurrezione.