di Camillo Buono|
SERRARA FONTANA – Una giornata che resterà impressa nella memoria collettiva. Non per la paura soltanto, non per il fumo che ha oscurato il cielo o per le fiamme che hanno minacciato il cuore del territorio, ma per ciò che questa emergenza ha saputo rivelare: l’anima profonda di una comunità che non si arrende.
Serrara Fontana ha vissuto ore drammatiche, strette nella morsa di un incendio di importanti dimensioni che, mentre scriviamo, continua a tenere impegnate numerose squadre tra Vigili del Fuoco e Protezione Civile, ancora operative nel monitoraggio dei focolai attivi per scongiurare possibili riprese. Una battaglia lunga, estenuante, che ha attraversato il pomeriggio fino a notte inoltrata.
Eppure, come già accadde nel 2017, in mezzo al pericolo è emerso qualcosa di più forte delle fiamme.
È emersa Serrara Fontana.
Una comunità viva, solidale, pronta a reagire. Gente che si è rimboccata le maniche, che ha preso pompe, attrezzi, acqua, mettendosi a disposizione senza esitazioni. Mani che lavoravano, occhi pieni di preoccupazione ma anche di determinazione. E poi gli abbracci. Tanti. Veri.
Tra le immagini che resteranno scolpite nella memoria, una su tutte: quella di una cittadina che, nel pieno della tensione e della stanchezza, si avvicina alla Sindaca e la stringe in un abbraccio. Un gesto semplice, ma potentissimo. Un abbraccio che racchiudeva paura, riconoscenza, forza. L’abbraccio di un intero paese.
La Sindaca, instancabile, è rimasta in prima linea per tutta la durata dell’emergenza. Dai luoghi dell’incendio alle riunioni operative presso il COC attivato nella Casa Comunale, non si è mai fermata, coordinando e supportando le forze in campo in un pomeriggio che ha messo a dura prova tutti.
Fondamentale è stato il lavoro delle squadre intervenute: i Vigili del Fuoco del Distaccamento di Ischia, la Protezione Civile Forio CB, il Centro Italiano di Protezione Civile di Barano, i Carabinieri Forestali, i Carabinieri della Stazione di Barano e del Nucleo Radiomobile di Ischia, la Polizia di Stato e la Polizia Locale di Serrara Fontana. A loro si è affiancata una cittadinanza attiva, presente, determinata a difendere il proprio territorio.
Con il calare della notte, le fiamme sembrano concedere una tregua. Ma sarà l’alba a segnare un nuovo momento decisivo: con la luce del giorno, infatti, sarà possibile l’intervento dei mezzi aerei per lo spegnimento definitivo degli ultimi focolai. E poi resterà il segno. Quel nero che oggi ferisce la terra, in attesa che la primavera torni a colorarlo di verde.
Ma accanto al dolore, resta anche una domanda.
Chi ha fatto questo?
Perché dietro un incendio così non può esserci solo il caso. C’è una mano, c’è una volontà. Non quella di una mente smarrita, ma di qualcuno che ha agito con lucidità e astuzia. Ed è proprio per questo che la comunità chiede giustizia.
Le indagini, al momento coordinate dai Carabinieri, sono già in corso. L’auspicio è che si arrivi presto a dare un volto e un nome al responsabile di questo scempio, e soprattutto a comprenderne le motivazioni.
Serrara Fontana oggi si lecca le ferite. Ma non è piegata.
Perché se il fuoco ha provato a colpire il territorio, ha trovato davanti a sé qualcosa di più forte: una comunità unita, capace di stringersi, di reagire, di resistere.
E da questo, domani, si ripartirà.




















