Da Fontana alle Nazioni Unite passando per una infinità d’esperienze all’estero che lo hanno portato a realizzare un Dottorato in Danimarca dove ora vive, senza però dimenticare le sue origini e le sue amicizie che la lontananza in questo caso hanno ancor di più rafforzato
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Intervista a cura di Camillo Buono|
Nel cuore di Roberto c’è la sua Fontana, ma in realtà il suo essere diventato cittadino del “mondo” attraverso i suoi studi e le sue attività di ricerca, lo legano ancor di più al luogo dove ha vissuto parte della sua giovinezza.
Così Roberto Monaco si è raccontato e ci ha raccontato la sua vita da quando era un bambino fino alla sua presenza in una “task force” alle Nazioni Unite come Ingegnere in un progetto globale per l’energia, in una lunga intervista rilasciata a noi di Serrara Notizie.
Roberto Monaco per chi non lo conosce è un “ragazzo” classe 1995 che dopo tanti sacrifici ha raggiunto un ambito traguardo e viene da credere, senza alcun dubbio e dopo averlo conosciuto, che sarà per lui l’inizio di tante nuove importanti esperienze. Papà pizzaiolo, mamma casalinga, Roberto frequenta parte della scuola dell’infanzia a Berna in Svizzera per poi trasferirsi nuovamente a “Casapane”, una frazione di Fontana insieme con la sua mamma. E durante questa intervista ci racconta come, già da bambino, vi fosse una propensione, vuoi anche per motivi familiari, ad avere una sua autonomia nel viaggiare prendendo, ad appena sei anni, da solo l’autobus da Fontana per arrivare alla scuola elementare di Buonopane.
Forse già in questo Roberto guardava oltre i suoi confini di bambino. E infatti finite le scuole medie si iscrive all’Istituto Nautico “Cristofaro Mennella” dove inizia a sperimentare come la scuola non sia soltanto l’aula con i banchi, no! La scuola è qualcosa di diverso e Roberto, grazie anche a una serie di proposte riesce a cogliere diverse opportunità di viaggiare, trovando i suoi spunti in attività didattiche che si svolgessero al di fuori delle sterili mura scolastiche.
E ci racconta che la sua prima esperienza fu in occasione di un progetto che si chiamava “la nave della legalità” che, in occasione delle commemorazioni in ricordo degli attentati mafiosi avvenuti in Sicilia al Giudice Giovanni Falcone fosse arrivato, grazie alla scuola fino e Palermo. Una prima esperienza fuori dai confini dell’isola ma che di fatto caratterizzerà la sua visione della vita attraverso l’incontro ed il confronto con nuovi ragazzi, nuove esperienze e nuove idee. E così ecco che l’anno successivo la sua nuova avventura è niente di meno che a Roma dove si ritroverà, sempre grazie alla scuola e al suo talento, ai festeggiamenti dei 150 anni della Repubblica con la scuola Mennella che porterà in parlamento il “ruolo della nostra isola nell’unità d’Italia”.
Ma questo è solo l’inizio di una grande e fantastica avventura. Roberto ormai più che adolescente punta a varcare quei confini nazionali e, al terzo anno di scuola superiore gli si presenta la prima opportunità di viaggio all’estero:un professore del Mennella propone un mese a Londra ai migliori 20 studenti di tutto l’Istituto e Roberto, non può farsi scappare l’occasione iniziando a studiare e chiedendo ripetutamente al professore quando si vola a Londra. Alla fine dell’anno, Roberto nel rivolgere per l’ennesima volta la stessa domanda riceverà dal del professore questa risposta: “Monaco tranquillo anche se avevi 5 in inglese sei stato l’unico che hai avuto una costante perseveranza nel chiedere, ti avrei mandato a Londra lo stesso”. E così in questo racconto Roberto, con l’umiltà che lo contraddistingue, ci dice che Londra è stata la sua prima grande opportunità di esplorare da solo un nuovo paese e di confrontarsi con tanti ragazzi di diverse nazionalità in questo college internazionale, un’esperienza che certamente ha segnato il suo cammino di studente e d’Ingegnere. Ma non finisce qui, ecco una nuova opportunità di viaggio: New York. Ma questa volta il problema non è lo studio (anche se per Robertonon lo è mai stato ndr), sono i soldi. Infatti il progetto prevede il finanziamento di una sola parte dell’esperienza che dovrà affrontare e lui, non sa nonostante le sue qualità, come fare. Senza pensarci troppo va dall’allora Preside Prof. Mario Sironi, anzi per essere precisi, si presenta senza appuntamento in Presidenza che all’epoca era a Casamicciola Terme e il Preside, ritrovandoselo davanti alla porta, gli chiede il motivo avventato e frettoloso della sua presenza. Roberto senza alcuna remora gli spiega che quell’opportunità di andare a New York per lui è importante e non la vuole perderla e così il Preside, avendo intuito il potenziale e anche un po’ l’intraprendenza gli dice: faccio una telefonata e ti farò sapere. Dopo qualche giorno mentre Roberto è a casa con la mamma riceve una chiamata. Lo cercano in Comune a Serrara, deve andare in Municipio. Roberto esce di casa e si presenta in Comune dove, l’allora Sindaco Rosario Caruso gli comunica che il Comune di Serrara Fontana, visti i suoi risultati scolastici gli organizzerà una colletta con le associazioni locali per coprire la quota mancante per consentirgli il viaggio a New York. Il Preside Sironi aveva visto bene e così chiamato l’allora Sindaco di Serrara Fontana Rosario Caruso, gli aveva chiesto se il Comune avesse la possibilità di aiutare il ragazzo e dare quest’opportunità a Roberto di crescere esplorando il mondo. Roberto dopo poco volerà in America e forse questo sarà un ulteriore tassello della sua crescita umana e certamente professionale.
Ma la sua emozionante storia non termina qui, anzi forse è proprio da qui che si apre in Roberto un nuovo mondo ricco di opportunità e variegate esperienze. Roberto terminata la scuola superiore svolge un breve periodo di lavoro a bordo delle Navi della Grimaldi che fanno la linea da Civitavecchia a Barcellona. Ma quella vita non fa per lui, allora decide che se navigare non gli piace, forse volare può essere più stimolante e così accede al concorso per l’Accademia dell’Aeronautica Militare di Pozzuoli e, senza troppe difficoltà riesce a superare il concorso. Ma la vita militare è limitata per le sue ambizioni nonché per le sue capacità e così abbandona anche la carriera militare. Con questa nuova esperienza alle spalle decide di intraprendere l’università, sì ma quale? È estate e Roberto ricorda che si dedicò a due lavori, sia per racimolare quanto gli servisse ad avviarsi agli studi universitari e poi anche per scrollarsi da dosso le diverse esperienza lasciate. Fu così che tra la scelta di Medicina e Giurisprudenza un professore gli propose Ingegneria Gestionale, una nuova branca della materia che in realtà oltre all’aspetto tecnico abbraccia più settori tra cui l’economia e la politica. Insomma da qui per Roberto inizia il suo percorso professionale e la sua ambiziosa carriera. Gli studi universitari si svolgono senza intoppi (d’altronde le sue capacità intellettuali sono eccelse ndr), anzi Roberto diventa anche rappresentante studentesco. Ma il suo “pallino” è sempre quello di voler girare e conoscere il mondo e così, l’università gli offre una prima importante opportunità con una borsa di studio in Olanda – il confronto con altre realtà stimola e forse ha sempre stimolato la sua voglia di apprendere e di conoscere. Ma la sua svolta sarà con l’avvicinarsi al momento della tesi. L’università gli offre la possibilità di svolgere la sua tesi in un progetto Erasmus all’estero. E Roberto ricorda: “eravamo in pieno periodo Covid e così iniziai a mandare tantissime e-mail con il mio curriculum a diverse università europee”. E la perseveranza non fa attendere Roberto così che, un’università in Danimarca lo sceglie e finalmente riesce a coronare il primo grande traguardo “Dottore in Ingegneria”. Ma le strade per Roberto non finiscono qui. Il professore con il quale ha svolto la sua tesi in Danimarca gli offre una nuova opportunità grazie principalmente alle esperienze acquisite nel tempo e nel suo brillante percorso di studi. Roberto riesce a partecipare ad un importante progetto che, appena poche settimane fa, lo hanno portato a essere uno dei relatori al palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra nell’ambito di un progetto che studia le fonti energetiche, la digitalizzazione e il suo impatto sulle persone, sull’economia e sulla politica. Roberto Monaco in questa esperienza ha portato un contributo non da poco con il suo lavoro in quanto tutta la sua attività di Dottorato e Ricerca è stata presentata a rappresentanti governativi di diversi paesi tra cui Australia, Canada, Francia e Norvegia, solo per annoverarne alcuni.
Dopo questo bellissimo racconto, abbiamo chiesto a Roberto se qualche volta sente la nostalgia di casa e di Serrara Fontana: “Sì certo!” (ci risponde), ma anche l’emozione che prova quando si sta per avvicinare il momento di tornare sulla sua Ischia. E così che, tra un andare e venire, le sensazioni e le emozioni non mancano di certo! Ma poi il legame con gli amici è indissolubile: “Pensa solo che per l’evento della “saucicciata” (Roberto tra le tante cose è anche segretario della Pro loco di Serrara Fontana) ci concordiamo tutti le nostre ferie così da realizzare l’evento e trascorrere insieme le nostre vacanze estive”.
Naturalmente una delle domande che non potevamo non porre è stata quella sul rapporto scuola-ragazzi di oggi. E Roberto subito ci dice che i ragazzi, così come ha fatto e visto lui, non devono prendere la scuola come luogo di studio delle materie e basta, la scuola ha tante, tantissime altre opportunità che possono, anzi devono essere colte. Se la matematica, la geografia e la storia hanno la loro importanza nello stimolare l’intelletto, non vanno assolutamente sottovalutate le proposte formative extrascolastiche, che a suo parere devono essere usate “divorate” dai ragazzi. Sono proprio quest’ultime che aprono la via al mondo esterno (della scuola, dell’isola, dei propri confini) mettendoli sulla strada della conoscenza del mondo, perché non si è solo cittadini di Serrara Fontana o di un piccolo paesino.
Infine Roberto ci dice che le sue tante opportunità, oltre allo studio e ai tanti sacrifici, sono state determinate dal voler confrontarsi sempre con se stesso, vedere se si era all’altezza di raggiungere un obiettivo, che non sempre lo si è raggiunto, ma che comunque anche quella sconfitta gli è servita per arrivare al suo bellissimo traguardo, ovvero ad essere “cittadino del mondo”.







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