di Camillo Buono|

Dieci giorni fa è venuto a mancare Aniello Mattera, un serrarese trapiantato da anni a Brisighella (Ravenna), ma con il cuore sempre rivolto alla sua terra d’origine. Aniello, 76 anni, aveva infatti una piccola abitazione a Serrara, ristrutturata interamente da solo, dove tornava più volte durante l’anno per trascorrere le vacanze estive e ritagliarsi momenti di relax in un luogo a cui era profondamente legato.

Persona d’altri tempi, sempre cordiale, amava il contatto umano e non mancava mai di condividere aneddoti ed episodi di vita vissuta con chiunque avesse il piacere di ascoltarlo. Uomo laborioso, preciso e sempre attento al prossimo, si dedicava con entusiasmo ai lavori manuali, animato da una curiosità e da una voglia di fare che contagiavano chi gli stava accanto.

Durante i mesi estivi, Aniello si alzava di buon’ora per scendere a Citara a bordo della sua vecchia Opel Corsa di colore rosso che lasciava appositamente sull’isola. Dopo qualche ora di mare e sole, risaliva prima che il caldo diventasse troppo intenso. Piccoli gesti che lo rendevano una presenza familiare e che rimarranno vivi nei ricordi di chiunque abbia avuto la fortuna di incontrarlo.

Aniello se n’è andato dopo una breve malattia, lasciando un grande vuoto nella famiglia – in particolare in Lidia e nei figli – e in quanti lo hanno conosciuto e apprezzato per la sua umanità e i suoi valori. La sua scomparsa segna la fine di un’epoca, quella delle persone autentiche, legate alla propria terra e capaci di creare legami profondi con chiunque incrociasse il loro cammino.

A tutti coloro che gli hanno voluto bene, rimangono i ricordi di un uomo semplice e generoso, il cui spirito e il cui amore per Serrara non smetteranno di ispirare chi lo ha conosciuto. Ora, Aniello, che il tuo riposo sia davvero meritato e che la tua eredità di calore umano e dedizione rimanga per sempre tra le strade di questo paese che tanto amavi.

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