di Luigi Schiano|
Nelle Comunità di Fontana e Serrara la Benedizione delle Candele si è tenuta quest’oggi alle ore 18.00 nelle Piazze IV Novembre e Pietro Paolo Iacono, seguite dalla Santa Messa, celebrata nella Chiesa di Sant’Antonio a Fontana e nella Parrocchiale di Santa Maria del Carmine a Serrara.
Il 2 febbraio, a quaranta giorni dal Santo Natale, la Chiesa Cattolica celebra la festa della Presentazione di Gesù Bambino al Tempio, detta Candelora, nota in Oriente come Ipapante: dal greco Hypapante, “Festa dell’Incontro”, per celebrare l’incontro tra il Messia e il suo popolo, rappresentato dagli anziani Simeone e Anna.
La festa viene osservata anche dalla Chiesa ortodossa e da diverse confessioni protestanti.
In molte zone e in diverse confessioni è tradizione che i fedeli portino le proprie candele nella chiesa locale per la benedizione divina. I genitori di Gesù si recano al Tempio di Gerusalemme nell’adempimento della Legge giudaica riguardante i primogeniti maschi; qui incontrano il santo vecchio Simeone e la profetessa Anna.
Secondo la legge di Mosè, Maria, dopo il parto, doveva compiere il rito di purificazione (Levitico 12,8) e il primogenito della famiglia era oggetto di un’offerta al Signore (Esodo 13,12). La legge ebraica imponeva infatti quaranta giorni di tempo tra la nascita di un bambino e la purificazione della madre. Con la Presentazione comincia anche il mistero della sofferenza di Maria, che raggiungerà il suo culmine ai piedi della croce.
La parola “Candelora” deriva da candela e allude al fatto che, in occasione di questa festa, i fedeli ricevono in chiesa i ceri benedetti, che vengono accesi in processione e poi conservati nelle case. Le fiammelle di quelle candele hanno un significato simbolico strettamente legato alla Presentazione di Gesù al Tempio, raccontata nel Vangelo di Luca (2,22-39), e in particolare alle parole del vecchio Simeone quando riconobbe nel Bambino il Salvatore:
«luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele».
L’idea di Cristo come “luce” ricorre anche all’inizio del Vangelo di Giovanni:
«In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre».
In realtà la festa è detta anche della Purificazione di Maria, poiché, secondo l’usanza ebraica, dopo quaranta giorni dalla nascita di un maschio la madre, considerata impura, doveva recarsi al Tempio di Gerusalemme per purificarsi.
Nella tradizione liturgica precedente al Concilio Vaticano II e alla riforma del Calendario liturgico, il tempo natalizio si concludeva proprio il 2 febbraio, con la festa della Candelora. Questo giorno segnava la fine definitiva del ciclo natalizio, inclusa la rimozione di presepi e addobbi. Per questo motivo, in alcune chiese e in molte case si mantiene ancora l’usanza di lasciare gli addobbi natalizi e il presepe fino a questa data.
In questa giornata si celebra anche la XXX Giornata Mondiale della Vita Consacrata: la Chiesa guarda con riconoscenza alle consacrate e ai consacrati che, con una chiamata particolare, seguono il Signore più da vicino, conformando la propria vita a Gesù povero, casto e obbediente.
Con la preghiera, la lode e l’offerta quotidiana, e attraverso i voti evangelici, le consacrate e i consacrati proclamano la novità del Vangelo e la libertà di amare e servire tutti.
E allora uniamoci anche noi nella lode del santo vecchio Simeone, proclamando Cristo “Luce per illuminare le genti”, vivendo una vita nella luce della verità del Vangelo.










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