a cura di Antonietta Manzi

Bob Dylan, partendo dagli spazi vuoti del Minnesota, ha cambiato la storia della musica, della cultura pop, del legame tra canzone e letteratura. Ha dato nuova vita al racconto, alle forme della narrazione, riappropriandosi della tradizione folk degli Stati Uniti e trasformandola in un linguaggio dirompente per il mondo che, dagli anni 60, iniziava a cambiare molto velocemente. Questa agile raccolta del Dylan-pensiero presenta riflessioni e opinioni sui temi della poesia, del rapporto con la fama e con il pubblico, della protesta e della spiritualità. Con il consueto carattere inclassificabile, tra l’ombroso e il beffardo, è un’occasione per scoprire qualche aspetto in più sull’anonimo menestrello che è arrivato a vincere il Nobel per la letteratura.

I testi dei miei pezzi… è solo che forse sono un po’ più strani della maggior parte di quello che c’è in giro. Scrivere canzoni mi viene facile. Le parole dei miei brani non sono scritte solo per restare su carta: sono scritte per essere lette: anche togliendo quello che ne fa una canzone, cioè il ritmo, la melodia, è comunque possibile recitarle. Una volta facevo tutto con grande leggerezza. Mi veniva in mente una bella frase, un bel verso e lo usavo per scrivere qualcosa su due piedi e infilarcelo in mezzo, per arrivare a quello. Adesso, quando ascolto i vecchi pezzi registrati, lo vedo benissimo. Non saprei come migliorarli, ma riesco a vedere quello che ho fatto. Ora riesco ad andare da un verso all’altro, mentre fino a ieri era da un pensiero all’ altro.

Bob Dylan, Essere nel vento, Il Saggiatore 2026, 9.00 euro

Il libro è disponibile presso “IMAGAENARIA – LIBRERIA E CASA EDITRICE” ISCHIA PONTE

Lascia un commento

In voga