di Camillo Buono

Nel piccolo borgo marinaro di Sant’Angelo d’Ischia, dove il mare rappresenta da sempre vita, sacrificio e destino, nasce un racconto capace di intrecciare memoria storica, fede popolare e identità collettiva. È stato infatti pubblicato il nuovo libro di Umberto Di Iorio dedicato alle origini della storica processione di San Michele Arcangelo, una delle tradizioni più sentite e simboliche della comunità santangiolese.

Un’opera intensa e profondamente legata alle radici del paese, che attraverso personaggi, vicende e atmosfere restituisce al lettore l’anima autentica di una comunità marinara abituata a convivere ogni giorno con la grandezza e la durezza del mare.

Al centro della narrazione vi è Rosalia, una madre segnata da un dolore immenso: la perdita del figlio Aniello, giovane marinaio morto nel 1915 nell’esplosione della corazzata Benedetto Brin. Da quel giorno la donna vive sospesa in una silenziosa attesa, affacciata al balcone verso quel mare che le ha portato via tutto senza più restituirle nulla.

Una figura simbolica che incarna il dolore di tante famiglie di pescatori e marinai dell’isola d’Ischia, segnate nei decenni da lutti, partenze e tragedie consumate tra le onde.

Vent’anni dopo, nel 1934, il racconto si sposta su una delle imprese più straordinarie e affascinanti della storia del borgo: sette pescatori di Sant’Angelo decidono di affrontare una traversata a remi da Napoli fino a Roma. Non sono sportivi professionisti, ma uomini semplici, temprati dalla fatica del mare e guidati da Egidio Di Iorio, conosciuto da tutti come “Rondinella”.

Prima della partenza, quei sette uomini affidano la loro impresa a San Michele Arcangelo, promettendo una grande festa in suo onore in caso di vittoria.

Da lì prende vita un viaggio epico fatto di tempeste, notti in mare aperto, paura, sacrificio e straordinaria resistenza umana. Il gozzo San Michele attraversa il Tirreno portando con sé non soltanto sette pescatori, ma la speranza, la dignità e l’orgoglio di un intero paese.

La vittoria finale assume così un significato che va ben oltre il successo sportivo: diventa il riscatto di una comunità povera e isolata, il tributo ai suoi caduti e il simbolo della fede di un popolo di mare.

Ed è proprio da quella promessa mantenuta che, secondo la tradizione raccontata nel libro di Umberto Di Iorio, avrebbe avuto origine la storica processione a mare dedicata a San Michele Arcangelo, ancora oggi uno dei momenti più emozionanti e identitari dell’estate di Sant’Angelo.

L’opera si presenta quindi come un prezioso lavoro di recupero della memoria storica e popolare del borgo, capace di custodire racconti, emozioni e tradizioni che rischierebbero altrimenti di andare perduti.

Un libro che non parla soltanto del passato, ma dell’anima stessa di Sant’Angelo: quella di una comunità che nel mare continua ancora oggi a riconoscere la propria storia, la propria fede e la propria identità più profonda.

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