di Camillo Buono
ISOLA D’ISCHIA – La pazienza è finita. O quasi.
Dalla conferenza stampa convocata dal Commissario Straordinario per la Ricostruzione, Prof. Marcello Giuseppe Feola, emerge un messaggio destinato a far discutere e probabilmente anche a dividere: la ricostruzione di Ischia non può più restare ferma tra attese, incertezze burocratiche, pratiche incompiute e scelte rinviate.
Una vera e propria “sveglia” rivolta all’isola.
Dopo il sisma del 2017 e la frana del 2022, Ischia dispone oggi di risorse economiche senza precedenti. Centinaia di milioni di euro destinati alla ricostruzione, alla messa in sicurezza del territorio, alle delocalizzazioni e alla rinascita delle comunità colpite. Risorse che, però, per trasformarsi in cantieri, case e opere pubbliche hanno bisogno di una condizione fondamentale: le domande devono essere presentate.
È proprio su questo punto che si concentra la nuova linea commissariale.
L’Ordinanza n. 41 concede una proroga dei termini per la presentazione delle domande di ricostruzione e delocalizzazione, ma introduce contestualmente un principio molto chiaro: chi non presenterà le istanze rischierà la sospensione del Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS) e, nei casi previsti, l’intervento di un Commissario ad acta che agirà in sostituzione degli interessati.
Un segnale che lascia poco spazio alle interpretazioni.
Se Giovanni Legnini ha avuto il difficile compito di gestire la fase dell’emergenza, accompagnando un territorio ancora ferito dal dolore e dallo smarrimento, Feola sembra voler inaugurare la stagione delle scelte definitive.
Ricostruire, delocalizzare oppure rinunciare.
La sensazione è che il Commissario non sia disposto a consentire che le ingenti risorse assegnate all’isola restino bloccate in un limbo amministrativo. Nella sua visione, i fondi destinati a Ischia devono trasformarsi rapidamente in opere, abitazioni, infrastrutture e sicurezza per il territorio.
Una posizione che inevitabilmente si scontra con problemi tutt’altro che secondari: pratiche di condono ancora aperte, complessità urbanistiche, vincoli paesaggistici, difficoltà progettuali e, in alcuni casi, la riluttanza di chi continua a vivere grazie ai contributi di assistenza senza aver ancora intrapreso un percorso concreto verso la ricostruzione.
Nel frattempo la struttura commissariale accelera anche sul fronte delle opere pubbliche. Con l’Ordinanza n. 40 vengono introdotte procedure straordinarie e derogatorie per velocizzare affidamenti, cantieri, demolizioni, interventi di messa in sicurezza e opere pubbliche legate alla ricostruzione e alla mitigazione del rischio idrogeologico.
Un’accelerazione che punta a rendere concretamente spendibili le risorse disponibili.
Sul tavolo resta anche il tema più delicato di tutti: quello delle delocalizzazioni. Per alcune aree classificate ad elevato rischio, il dibattito non riguarda più soltanto il dove ricostruire, ma se ricostruire nello stesso luogo sia davvero possibile. E non manca chi inizia a interrogarsi sulla possibilità che alcune soluzioni possano guardare anche oltre i confini dell’isola.
Domande scomode, ma inevitabili.
Una cosa però appare certa: il tempo dell’attesa sta finendo. La ricostruzione di Ischia entra nella sua fase decisiva e il messaggio lanciato dal Commissario Feola sembra essere uno solo:
i fondi ci sono, le procedure ci sono, le opportunità ci sono. Adesso tocca all’isola scegliere il proprio futuro.







Lascia un commento