di Camillo Buono
Ci sono notti che passano senza lasciare traccia e notti che restano impresse nella memoria per tutta la vita.
La notte prima degli esami è una di queste.
Questa sera, nelle case di Ischia come in quelle di tutta Italia, centinaia di ragazzi vivranno un rito che si ripete da generazioni. Libri aperti sul tavolo, appunti sparsi, messaggi scambiati con i compagni di classe, gli ultimi ripassi e quella strana sensazione che mescola paura, entusiasmo e nostalgia.
Perché la maturità non è soltanto un esame.
È il momento in cui ci si volta indietro per guardare il cammino percorso. Sono gli anni trascorsi tra i banchi di scuola, le amicizie nate quasi per caso e diventate pezzi di vita, le interrogazioni temute, le risate durante la ricreazione, le gite scolastiche, i professori che hanno lasciato un segno e quelli che forse si capiranno soltanto più avanti.
La maturità arriva ogni anno, ma per ciascuno di noi arriva una volta sola.
E forse il suo significato più profondo non si trova nelle tracce ministeriali, nei voti o nelle commissioni. Si trova in quel passaggio invisibile che separa l’adolescenza dal futuro. In quella consapevolezza improvvisa che, da domani, qualcosa sarà diverso.
Molti ragazzi dell’isola, dopo l’estate, partiranno per l’università. Altri inizieranno a lavorare. Qualcuno resterà qui, contribuendo alla crescita della propria comunità. Altri ancora inseguiranno sogni lontani.
Le loro strade si divideranno, ma questa notte sarà uguale per tutti.
È la notte dei dubbi e delle speranze. Delle aspettative e delle paure. È la notte in cui si scopre che il coraggio non consiste nel non avere timore, ma nell’andare avanti nonostante il timore.
Noi adulti, osservandoli, rivediamo un po’ di noi stessi. Ricordiamo quando eravamo seduti al loro posto, convinti che quell’esame avrebbe deciso tutto. Poi la vita ci ha insegnato che gli esami veri sarebbero arrivati dopo, sotto forme diverse, spesso impreviste.
Ma questo non toglie nulla alla bellezza di quel momento.
Per questo, ai maturandi di di tutta la nostra isola e non solo, vogliamo dire una cosa semplice: vivete questa esperienza fino in fondo. Non lasciate che l’ansia vi rubi il significato di questi giorni. Conservatene il ricordo, perché tra qualche anno capirete che non stavate semplicemente affrontando un esame.
Stavate chiudendo un capitolo della vostra vita e aprendone uno nuovo.
Vi auguriamo di affrontare questa sfida con coraggio e serenità, portando con voi tutto ciò che avete imparato e la fiducia necessaria per costruire il vostro futuro.
In bocca al lupo, ragazzi.
Il futuro vi aspetta.






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