a cura di Antonietta Manzi
Lo sguardo da antropologo di Marino Niola ci accompagna alla scoperta di simboli, volti, luoghi che compongono l’infinito mistero di Napoli e della sua cultura: dal tesoro di San Gennaro al culto dei morti, dalla sirena Partenope al dio plebeo Maradona, dal Vesuvio a “Io speriamo che me la cavo”. Per Niola, Napoli è “la capitale dell’anima” perché è una città che ha mantenuto vivo il proprio rapporto con l’elemento magico, sovrannaturale, con la profondità degli impulsi. Un saggio che è un omaggio alla città da parte dello studioso, ma anche del cittadino che non ha mai smesso di subirne il fascino caotico.
“Quest’accumulo ininterrotto di storia, costantemente battuto dall’ onda di ritorno del tempo, è all’ origine di quel sovraffollamento fantastico, di quel pandemonio politeistico, di quella ressa delle ombre, di quella concitazione umana troppo umana che riempie strade, piazze e fondaci come una scheggia anarchica di passato, un frammento dell’ antico misteriosamente sopravvivente. È questa compresenza di tempi e di comportamenti, di storie e di memore a fare di Napoli un’eccezione, una città-mondo che non assomiglia che a se stessa. Dove la “tribù partenopea”, come la chiamava Pasolini, offre una sua interpretazione della modernità che la fa apparire ogni volta la stessa e ogni volta diversa, con il risultato di rendere sempre presente il passato e, al tempo stesso, sempre passato il presente. Insomma la città vive in una sorta di fantasiosa esitazione della storia, in una bolla in cui si incrociano presente remoto e futuro anteriore.”
Marino Nicola, La capitale dell’anima, Raffaello Cortina Editore 2026, 16.00 euro


Il libro è disponibile presso “IMAGAENARIA – LIBRERIA E CASA EDITRICE” ISCHIA PONTE






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