di Gerardina Di Massa

Le isole del Golfo sono tre e ciascuna ha le proprie peculiarità. Ischia, dal punto di vista naturalistico in particolare, ha molto da offrire, come dimostrano i suoi paesaggi costieri. Tra le attrazioni naturali, oltre alla Spiaggia dei Maronti, celebre per la sua sabbia spessa e per la sua lunghezza, spicca anche la Spiaggia di Citara, situata nel Comune di Forio. È il luogo dove il sole si “appoggia” sul mare e, al tramonto, si lascia andare del tutto.

Spiaggia di Citara, morfologia e storia

Sebbene la zona sia stata profondamente trasformata dall’attività vulcanica e dall’erosione, sono stati documentati importanti ritrovamenti archeologici. Oltre alla statua di Venere, sono stati rinvenuti resti di condutture romane in terracotta, a testimonianza di quanto fosse avanzato il sistema di sfruttamento delle acque termali già duemila anni fa.

Poco distante, a Punta Chiarito, che chiude la baia a sud, è stato riportato alla luce un insediamento greco arcaico con reperti, tra cui ceramiche e attrezzi agricoli, che dimostrano come la zona fosse abitata e coltivata fin dall’VIII secolo a.C.

Nella parte occidentale dell’area si trova il promontorio di Punta Imperatore e, poco distante, sorge uno dei parchi termali più celebri dell’isola d’Ischia.

Questa baia si estende ai piedi del promontorio di Punta Imperatore ed è protetta dai venti, caratteristica che rende il mare spesso calmo e particolarmente adatto alla balneazione.

Il nome di questa rinomata spiaggia deriva, secondo alcune testimonianze storiche, da Venere “Citerea”, appellativo collegato al luogo di nascita della dea, l’isola di Citera. Da qui nascono numerose leggende che collegano questo lembo di terra incontaminato e il suo mare cristallino al mito di Venere e alla storia, vera o presunta, di altri personaggi dell’antica Grecia.

Una di queste racconta che le sorgenti termali di Citara siano alimentate dalle lacrime di Venere, che continuano a sgorgare per la perdita del suo amato Adone. Questi trovò la morte durante una battuta di caccia e la dea si diresse verso l’isola d’Ischia. Qui, proprio nei pressi di quest’area, nella parte meridionale di Forio, le sue copiose lacrime cominciarono a sgorgare anche dalla terra, dando origine a una sorgente. Una leggenda sicuramente poetica, che lascia viaggiare l’immaginazione.

Quella citata non è l’unica leggenda. Secondo un’altra tradizione, fu Tifeo, uno dei giganti punito da Zeus e costretto a sorreggere sul proprio corpo l’intera isola, a trasformare la sua ira negli effluvi benefici che ancora oggi caratterizzano Ischia.

Un’altra leggenda molto diffusa narra che la Pietra della Nave, il grande scoglio situato di fronte alla spiaggia, fosse in realtà la nave che i Feaci utilizzarono, secondo il racconto omerico, per accompagnare Ulisse nel suo ritorno a Itaca. Poseidone l’avrebbe poi trasformata in roccia per punire l’eroe dell’Odissea dopo che questi aveva accecato suo figlio Polifemo.

Uno degli aspetti più spettacolari della Spiaggia di Citara è indubbiamente il tramonto. Essendo esposta a ovest, la celebre baia permette di osservare il sole che scende lentamente sul mare. Nei mesi estivi il cielo si colora di intense sfumature rosse e arancioni, creando un’atmosfera davvero unica. Per questo motivo molte persone scelgono di concedersi un bagno al tramonto, lasciandosi avvolgere da quell’aura quasi magica che caratterizza questo luogo.

Sicuramente la Spiaggia di Citara rappresenta la meta ideale sia per chi cerca il relax delle acque termali sia per chi desidera trascorrere una giornata di mare immerso in un contesto paesaggistico di straordinaria bellezza.

Foto dal Web

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