a cura di Antonietta Manzi

In un programma televisivo domenicale viene trasmesso un video cruento sulle pratiche brutali messe in atto in un’azienda di allevamento e lavorazione della carne. Gli animali vengono umiliati e percossi fuori da ogni protocollo, lo scandalo è grande e un investigatore esperto in vicende scabrose avrà il compito di scoprire chi ha ideato questa operazione mediatica. Entrerà in contatto così con il mondo dell’attivismo animalista, formato da individui che vivono contraddizioni e limiti come tutti, ma che hanno capito come il superamento del dominio dell’ uomo sul suo simile vada di pari passo con quello dell’uomo sugli animali.

In un mattatoio perfetto, continua il traditore di RonCarni, le bestie devono convincersi che stanno andando verso il meglio. Così non cercano di tornare indietro. È sempre quello che ti frega, no? Pensare che adesso sei nella merda, ma poi …”. Ride. Tossisce. Sibila. “O almeno che stai riportandoli al camion. Se non il meglio, almeno uno schifo che conoscono già”. L’illusione di girare in tondo. Un percorso senza spigoli, ombre, lampi, rumori improvvisi. “Con i maiali però funziona soprattutto il nuovo, sono curiosi. Fino in fondo”. Maiali che vogliono capire la vita, certi di essere stati messi alla prova, e di averla superata. Certi che quell’abisso di crudeltà dovesse averlo, da qualche parte, un senso. E adesso, finalmente, stanno per scoprire qual è. Bestie che, anche senza aver mai visto un film, credono nel lieto fine. “E come se lo immaginano”, chiede lo specialista, “un posto migliore?”. “Ah, non so. Forse quello che hanno visto dai camion. Un prato? Un bosco? Andando al macello vedono il sole, o almeno il cielo, per la prima volta”.

Maurizio Torchio, La peggior specie, Sellerio 2026, 17.00 euro

Il libro è disponibile presso “IMAGAENARIA – LIBRERIA E CASA EDITRICE” ISCHIA PONTE

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