Una domenica dedicata alla custodia del Creato e alle antiche tradizioni contadine. La Parrocchia di Santa Maria della Mercede propone una giornata che unirà fede, benedizione del raccolto, vendemmia in piazza, sapori della tradizione e musica popolare.
dalla redazione
Domenica 20 settembre Fontana tornerà a celebrare uno dei legami più antichi e profondi della propria comunità: quello con la terra, con i suoi frutti e con il lavoro dell’uomo.
La Parrocchia di Santa Maria della Mercede, guidata da don Antonio Mazzella, ha infatti promosso per la mattinata di domenica un doppio appuntamento che unirà la XXI Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato alla riscoperta di una delle tradizioni che più appartengono alla storia del territorio: la vendemmia.
Il primo significato della giornata sarà quello della preghiera e della riflessione. La Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, celebrata il 1° settembre, apre infatti il Tempo del Creato, che accompagna la comunità cristiana fino al 4 ottobre, festa liturgica di San Francesco d’Assisi.
Il tema scelto quest’anno richiama le parole del profeta Isaia: «Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci» (Is 2,4). Un’immagine particolarmente significativa per una comunità che conserva ancora un rapporto autentico con la campagna: gli strumenti della guerra che diventano strumenti capaci di lavorare la terra e produrre vita.
Alle ore 11.00, a Fontana, si terrà la celebrazione parrocchiale della XXI Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, con un momento di preghiera e la benedizione del raccolto.
Nel messaggio trasmesso alla comunità, don Antonio ha voluto richiamare anche le parole di Papa Leone XIV dedicate alla custodia del Creato:
Cari fratelli e sorelle,
«Nostro Signore Gesù Cristo è venuto nel mondo perché abbiamo la vita e l’abbiamo in abbondanza. Tale dono è al centro stesso della nostra missione di discepoli e della nostra vocazione comune a costruire una civiltà dell’amore. Mentre celebriamo questa Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, siamo invitati ancora una volta a contemplare il dono della vita e ad avere a cuore la terra che la sostiene, rendendo così concretamente lode al nostro Creatore.».
Dalla preghiera si passerà poi alla festa, ma senza perdere il significato profondo della giornata. Piazza IV Novembre diventerà infatti il luogo di una vera e propria vendemmia in piazza, con la rappresentazione delle antiche fasi della lavorazione dell’uva e la riscoperta di quei gesti che per generazioni hanno scandito il mese di settembre nelle famiglie di Fontana e dell’intera isola.
L’iniziativa, dal titolo in dialetto “Na jurnata ‘e vennegna carcann”, sarà accompagnata dalla degustazione di piatti tipici e dallo spettacolo di musica popolare del gruppo Tammorrasia.
Una festa che guarda inevitabilmente anche alla memoria. Perché a Fontana la vendemmia non è mai stata soltanto la raccolta dell’uva: era un momento familiare e collettivo, fatto di mani che lavoravano insieme, tini, torchi, ceste portate sulle spalle, cantine aperte e tavole attorno alle quali si ritrovavano più generazioni.
Riproporre oggi quei gesti nel cuore del paese significa allora qualcosa di più che ricordare il passato. Significa trasmettere ai più giovani un pezzo dell’identità di Fontana e dell’Isola d’Ischia, ricordando che la cura del Creato passa anche dal rispetto della terra, dalla conoscenza delle proprie radici e dalla capacità di non disperdere il patrimonio di tradizioni ricevuto dalle generazioni precedenti.
Ed è forse proprio qui che i due momenti della giornata finiscono per incontrarsi: custodire il Creato significa anche custodire ciò che la terra ha insegnato alle nostre comunità.
Domenica, dunque, Fontana celebrerà la terra due volte: prima ringraziando per i suoi doni e benedicendone i frutti, poi tornando a vivere, tutti insieme, una delle tradizioni più autentiche della propria storia.
L’iniziativa si svolgerà con la collaborazione del Comune di Serrara Fontana e della Pro Loco Serrara Fontana.








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