Durante i giorni della festa sarà possibile donare prodotti per l’igiene personale destinati alla Casa Circondariale di Secondigliano. Un gesto concreto nel segno della misericordia e della dignità della persona
di Camillo Buono
La devozione alla Madonna della Mercede porta con sé, fin dalle sue origini, un messaggio profondamente legato alla libertà, alla misericordia e alla dignità dell’uomo. Ed è proprio da questo significato che nasce l’iniziativa di solidarietà promossa in occasione dei giorni di festa: una raccolta di prodotti per l’igiene personale destinati ai detenuti della Casa Circondariale di Secondigliano.
Un modo per trasformare la devozione e la preghiera in un gesto concreto verso chi vive una condizione di sofferenza e privazione della libertà.
Il culto della Madonna della Mercede affonda infatti le proprie radici nella liberazione dei prigionieri e nel riscatto di quanti si trovavano in condizioni di schiavitù. La stessa parola “mercede” richiama proprio il concetto di riscatto, mentre Maria viene invocata come Madre della Misericordia e di quanti attendono di ritrovare libertà e dignità.
Un messaggio antico che conserva ancora oggi tutta la propria attualità e che invita a guardare anche verso quelle che Papa Francesco ha più volte definito le “periferie esistenziali”. Tra queste vi sono certamente le carceri, luoghi nei quali, al di là delle responsabilità individuali e della pena da scontare, continua a vivere la persona con i suoi bisogni, le sue fragilità e la propria dignità.
A ricordarlo sono anche le parole del Vangelo di Matteo: «Ero carcerato e siete venuti a trovarmi».
Da qui la scelta di accompagnare la festa della Madonna della Mercede con una raccolta di beni semplici, ma fondamentali nella quotidianità delle persone detenute.
Durante tutti i giorni della festa, presso l’altare di San Vincenzo de’ Paoli, l’“Altare della Carità”, sarà quindi possibile lasciare esclusivamente prodotti nuovi e confezionati.
Si potranno donare bagnoschiuma, shampoo, dentifricio, spazzolini da denti, sapone solido e detersivo per il bucato a mano. Per la rasatura saranno raccolti sapone o schiuma da barba in tubetto, e non in bomboletta spray, lamette monouso e pennelli da barba. Sarà inoltre possibile donare assorbenti igienici destinati alla sezione femminile.
Una raccolta fatta di piccoli oggetti di uso quotidiano che, proprio perché essenziali, possono assumere un significato molto più grande per chi vive dietro le mura di un istituto penitenziario.
L’iniziativa vuole così riportare al centro della festa anche uno dei significati più profondi della devozione alla Madonna della Mercede: non dimenticare chi è prigioniero e riconoscere la dignità dell’uomo anche nelle situazioni più difficili.
«Un piccolo gesto di condivisione può ridare dignità a un corpo e speranza a un’anima. Non lasciamo che le mura del carcere isolino i nostri fratelli dalla carezza della Madre della Mercede», è l’invito rivolto dal Parroco Don Antoni Mazzella alla comunità.
La festa diventa così non soltanto momento di preghiera e tradizione, ma anche occasione per aprirsi agli altri. Perché a volte la solidarietà passa proprio dalle cose più semplici: uno spazzolino, un sapone, un flacone di shampoo possono diventare il segno concreto di una comunità che ha scelto di non dimenticare chi vive dall’altra parte di un muro.






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