Italia, Croazia e Slovenia insieme in una complessa esercitazione di ricerca e soccorso. Tra gli uomini impegnati anche militari isolani in servizio a bordo di Nave Gregoretti: una delle Navi Maggiori della Guardia Costiera italiana, di stanza a Napoli e presenza familiare anche nelle acque di Ischia.
di Camillo Buono
Il Golfo di Trieste è stato teatro di un’importante esercitazione internazionale di ricerca e soccorso che ha visto operare fianco a fianco le autorità marittime di Italia, Croazia e Slovenia.
L’attività si è svolta nell’ambito dell’Operazione Marittima Multifunzionale ADRIA 2026, con la partecipazione dell’EMSA – European Maritime Safety Agency, dell’EFCA – European Fisheries Control Agency e di Frontex.
A ospitare l’esercitazione è stata la Guardia Costiera italiana, impegnata insieme alle altre autorità in uno scenario che ha simulato una collisione in mare con il coinvolgimento di un’unità da pesca.
Un’attività articolata che ha richiesto il coordinamento dei centri di soccorso marittimo di Roma, Trieste, Koper e Rijeka, chiamati a scambiarsi informazioni e a coordinare l’impiego di unità navali, mezzi SAR e di un elicottero nelle rispettive aree di competenza.
Le informazioni operative sono state condivise anche attraverso il CISE, il Common Information Sharing Environment dell’Unione Europea, strumento che consente alle diverse autorità marittime europee di mettere in comune dati e informazioni utili alla sicurezza e alla sorveglianza del mare.
Il cuore di Ischia a bordo
In questo grande scenario internazionale c’è però anche un pezzo della nostra isola.
A bordo di Nave Gregoretti prestano infatti servizio anche militari ischitani, uomini che hanno fatto del mare la propria professione e che portano con sé, anche lontano dal Golfo di Napoli, il nome e il cuore della loro terra.
Nave Gregoretti è una delle Navi Maggiori della Guardia Costiera italiana, di stanza a Napoli, ed è una presenza tutt’altro che sconosciuta agli ischitani. Non è raro, infatti, vederne l’inconfondibile sagoma solcare le acque intorno alla nostra isola durante le attività di pattugliamento e controllo del mare.
Una vera e propria punta di diamante della Guardia Costiera italiana, chiamata a operare in scenari complessi e in attività che richiedono elevata capacità operativa, preparazione e professionalità.
E quella nave porta a bordo anche un pezzo della nostra Ischia.
Una presenza che assume un significato ancora più particolare durante operazioni come ADRIA 2026, nelle quali la capacità di lavorare insieme, anche tra Paesi e amministrazioni differenti, diventa fondamentale per garantire la sicurezza della navigazione e, soprattutto, la salvaguardia della vita umana in mare.
Per un’isola come Ischia, da sempre profondamente legata alla marineria e alla Guardia Costiera, sapere che propri concittadini partecipano ad attività di questa portata rappresenta motivo di orgoglio per l’intera comunità isolana.
L’EMSA ha coordinato la preparazione dell’esercitazione in stretta collaborazione con tutti i partecipanti, assumendo durante le operazioni anche il coordinamento del Joint Coordination Team.
Un’esercitazione che ha dimostrato ancora una volta quanto la cooperazione internazionale sia determinante nelle emergenze marittime.
E mentre nel Golfo di Trieste uomini, navi, mezzi aerei e centri operativi di tre Paesi lavoravano insieme, a bordo di Nave Gregoretti batteva anche il cuore di Ischia.












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