rubrica a cura di Antonietta Manzi
Cosa succede se lo sguardo di una maestra di una classe elementare arriva a conoscere i movimenti più profondi dell’animo dei suoi bambini e, in più, le zone d’ombra dei loro genitori? Con un ritmo incalzante, che svela solo alla fine un dramma accennato tra le righe, Chiara Gamberale ci porta per mano tra i garbugli delle relazioni, con i guai della mancata comunicazione, le aspettative deluse, le pressioni sociali, i desideri sopiti che tornano a chiedere spazio.
“A Teo. Che durante le altre serate a cui avevo partecipato si sistemava, senza mai fare storie, accanto al padre o accanto alla madre – Salvatore teneva la mano sul ginocchio di Irene, Irene accarezzava il collo di Salvatore: quei due dovevano assolutamente potersi toccare. Il bambino intanto rimaneva a schiena dritta, gambette composte (Vergine Vergine, di segno e ascendente: vi ho detto tutto), attento ai discorsi di chi conduceva il laboratorio come era attento quando spiegavo io, in classe, la facciotta rotonda seria, gli occhi verde bosco spalancati per mangiarsele fino all’ultima briciola, le cose che stava scoprendo – quasi che, dalla testa, potessero scivolargli nel cuore e sostituirsi a quelle aguzze che se ne stavano chiodate lì, mi spiego? O almeno potessero trasformarsi, le cose nuove, in un cotone soffice che impedisse alle aguzze di graffiarglielo, il cuore, come dire, che lo isolasse. Era una speranza naturale, povero piccoletto: però avete presente quei bambini-grandi, quegli adulti che sanno tutto di Storia o di Geografia, di Fisica Nucleare, sono dei geni, gli va riconosciuto, ma se la donna che si sono sposati ha gli occhi gonfi, bordò, mica capiscono che ha pianto o, se tamponano la macchina di qualcuno che allora gli urla dal finestrino una parolaccia, invece di chiedere scusa, si offendono?”.
Chiara Gamberale, Liberi tutti, Feltrinelli 2026, 18.00 euro


Il libro è disponibile presso “IMAGAENARIA – LIBRERIA E CASA






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