Dopo il Museo dell’Eremo, custode della storia contadina sulla vetta dell’isola, il Comune candida Sant’Angelo ad accogliere un Museo del Mare. Due luoghi simbolo, due anime della stessa comunità: quella della montagna e quella marinara.
di Camillo Buono
C’è un filo invisibile che attraversa Serrara Fontana dall’alto verso il basso. Parte dalla cima del Monte Epomeo, attraversa i terrazzamenti, le antiche parracine e i vigneti e scende fino a raggiungere il mare, là dove Sant’Angelo sembra quasi staccarsi dall’isola per immergersi nel blu.
È lungo questo filo che il Comune prova oggi a costruire un nuovo pezzo della propria identità culturale.
Dopo il Museo dell’Eremo, autentico gioiello incastonato nel tufo verde sulla vetta più alta dell’isola d’Ischia, Serrara Fontana punta infatti alla realizzazione di un secondo polo museale. Questa volta non sulla montagna, ma a Sant’Angelo. E questa volta dedicato al mare.
Il Comune ha deciso di partecipare all’avviso pubblico promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare – per finanziare interventi destinati alla realizzazione, riqualificazione e valorizzazione dei Musei del Mare nelle isole minori.
E difficilmente, per Serrara Fontana, si sarebbe potuto immaginare un luogo più rappresentativo di Sant’Angelo.
Dopo la terra, il mare
I musei non sono semplicemente luoghi nei quali conservare oggetti.
Sono luoghi nei quali una comunità decide di conservare se stessa.
Il Museo dell’Eremo racconta una parte fondamentale della storia di Serrara Fontana: quella legata alla montagna, alla terra, al lavoro dei campi, alla civiltà contadina e a generazioni di uomini e donne che hanno costruito la propria esistenza sulle pendici dell’Epomeo.
Ma Serrara Fontana possiede anche un’altra anima.
Quella marinara.
È l’anima di Sant’Angelo, borgo cresciuto in simbiosi con il mare, luogo di pescatori e famiglie che proprio dal mare traevano sostentamento, lavoro e speranza.
Ed è lo stesso atto comunale a sottolineare questo rapporto profondo, ricordando come il borgo rappresenti il punto di connessione tra il territorio di Serrara Fontana e l’ambiente marino, per la sua storia, per la presenza delle bellezze sottomarine attorno al promontorio e per le generazioni di pescatori che hanno vissuto grazie a ciò che il mare offriva.
Sant’Angelo potrebbe diventare esso stesso un museo
Ed è forse questo l’aspetto più affascinante del progetto.
Nella frazione esiste infatti un edificio di proprietà comunale individuato come possibile sede del polo museale. Ma l’ambizione va oltre le mura di quell’immobile.
L’idea indicata negli atti è quella di farne anche il punto di partenza di un museo collettivo a cielo aperto, nel quale siano le caratteristiche naturalistiche, architettoniche e le peculiarità dello stesso borgo a diventare parte del racconto.
In fondo Sant’Angelo possiede già quasi tutto ciò che un museo del mare dovrebbe raccontare.
Ha il borgo dei pescatori, il porto, gli scogli, le barche, le case affacciate sull’acqua e soprattutto una memoria fatta di uomini che il mare lo conoscevano, lo rispettavano e qualche volta lo temevano.
Il museo potrebbe diventare il luogo nel quale raccogliere fotografie, attrezzi, testimonianze, racconti e ricordi di quella Sant’Angelo che rischia inevitabilmente di sbiadire con il passare delle generazioni.
Non soltanto, quindi, un nuovo attrattore turistico, ma una casa della memoria marinara del territorio.
Un progetto che muove i primi passi
Al momento è importante precisarlo: il Museo del Mare non è ancora finanziato né realizzato.
Il Comune sta partecipando all’avviso nazionale e ha affidato la redazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) necessario alla candidatura.
Con determina del 5 ottobre, l’incarico è stato affidato all’architetto Silvia Neri, professionista iscritta all’Ordine degli Architetti della Provincia di Arezzo, per un importo di 4.950 euro oltre oneri previdenziali, pari complessivamente a 5.148 euro. Il termine indicato negli atti per la presentazione della candidatura è il 9 ottobre 2026.
È dunque una sfida appena cominciata.
Ma è una sfida che porta con sé un’idea affascinante.
Serrara Fontana, due musei per raccontare due anime
Se il progetto riuscisse ad ottenere il finanziamento, Serrara Fontana potrebbe arrivare ad avere due musei collocati in due dei luoghi più straordinari dell’isola d’Ischia.
Uno lassù, sulla cima dell’Epomeo.
L’altro laggiù, davanti al mare di Sant’Angelo.
Uno per raccontare la civiltà della terra e della montagna. L’altro per custodire la memoria degli uomini di mare.
Due musei apparentemente lontani, ma che raccontano in realtà la stessa storia.
Quella di un territorio nel quale per secoli si è vissuto coltivando la terra e navigando il mare, salendo sulle parracine e scendendo verso le barche, aspettando una buona vendemmia oppure sperando in una buona pesca.
Ed è forse proprio questa la forza più bella dell’idea.
Perché un territorio che vuole costruire il proprio futuro deve certamente guardare avanti. Ma deve anche sapere da dove viene.
Sull’Epomeo Serrara Fontana ha cominciato a custodire la memoria della sua terra.
A Sant’Angelo potrebbe presto iniziare a custodire quella del suo mare.
Dalla vetta più alta dell’isola fino a uno dei suoi borghi più belli. Dalla terra al mare. Due musei, due anime e una sola grande storia da tramandare: quella di Serrara Fontana.






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