Dopo mesi di cure al Turtle Point della Stazione Zoologica Anton Dohrn, tre esemplari di Caretta caretta sono stati restituiti alle acque dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno. Prima del rilascio, a Forio, l’incontro con i bambini: una giornata di tutela ambientale, ricerca e speranza.

di Camillo Buono

Ci sono viaggi che iniziano proprio nel momento in cui si torna a casa.

Per Pioppina, Hope Leda e Flavia, tre tartarughe marine Caretta caretta, quel momento è arrivato nelle acque di Ischia, dove sono tornate finalmente libere dopo un periodo di cure e riabilitazione presso il Turtle Point della Stazione Zoologica Anton Dohrn.

Tre animali, tre storie differenti e un unico bellissimo epilogo: il ritorno al mare.

Pioppina è probabilmente quella che ha affrontato il percorso più difficile. Era stata recuperata dopo essere rimasta vittima di reti e rifiuti che le avevano provocato gravi ferite. Dopo mesi di cure è riuscita però a recuperare le condizioni necessarie per tornare nel suo ambiente naturale.

Hope Leda ha invece un legame particolare con la nostra isola: era stata recuperata al largo di Ischia quasi immobile e in condizioni che avevano reso necessario un immediato intervento. Anche per lei le cure hanno dato i risultati sperati.

Più rapido il percorso di Flavia, soccorsa tempestivamente e quindi in grado di recuperare in tempi più brevi.

Tre vicende che raccontano quanto il mare possa essere fragile e quanto possano fare la differenza il soccorso, la ricerca scientifica e il lavoro di chi ogni giorno si occupa della tutela della fauna marina.

Prima del mare, il saluto dei bambini

Prima del rilascio, a Forio, le tartarughe hanno incontrato anche tanti bambini dell’Istituto Comprensivo di Forio.

Un momento particolarmente significativo perché la tutela dell’ambiente passa soprattutto dalle nuove generazioni. Vedere da vicino un animale salvato e conoscere ciò che gli è accaduto può insegnare più di tante parole quanto un rifiuto, una plastica o una rete abbandonata possano trasformarsi in una trappola.

Alla giornata hanno preso parte anche rappresentanti istituzionali della Regione Campania, con l’assessore regionale all’Agricoltura Maria Carmela Serluca, e il professor Vincenzo Peretti, coordinatore del Centro Tecnico-Scientifico per l’Osservatorio della Pesca e dell’Acquacoltura della Regione Campania.

Fondamentale la collaborazione della Guardia Costiera, accanto alla Stazione Zoologica Anton Dohrn e all’Area Marina Protetta Regno di Nettuno, per accompagnare le tre tartarughe nell’ultimo tratto del loro percorso verso la libertà.

Poi, finalmente, il blu

E alla fine è arrivato il momento più atteso.

Quello in cui le mani dell’uomo, dopo aver curato e protetto questi animali, hanno potuto finalmente lasciarli andare.

Qualche movimento, le pinne che ritrovano l’acqua e poi quelle sagome che lentamente si allontanano fino a confondersi con il blu.

Per chi vive su un’isola è anche un’immagine che dovrebbe farci riflettere. Siamo talmente abituati ad avere il mare davanti agli occhi che qualche volta dimentichiamo quanta vita esista sotto la sua superficie e quanto sia importante proteggerla.

Pioppina, Hope Leda e Flavia adesso sono nuovamente là fuori. Non sappiamo dove le porterà il loro viaggio, ed è proprio questo il bello.

Sappiamo soltanto che sono tornate libere.

Tre tartarughe, tre storie e tre piccole grandi vittorie.

Tre speranze che, nelle acque di Ischia, hanno ricominciato a nuotare.

Buon mare, Pioppina, Hope Leda e Flavia.

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