L’EAV annuncia la possibile sospensione dei servizi automobilistici sull’isola a partire da martedì 27 ottobre. Una prospettiva che mette a rischio la mobilità quotidiana di studenti, lavoratori e cittadini. Ora istituzioni, politica e soggetti coinvolti hanno una settimana per scongiurare un’emergenza che potrebbe assumere proporzioni ben più gravi.
di Camillo Buono
Prima le difficoltà nei rifornimenti di carburante, poi le preoccupazioni per la distribuzione delle merci e adesso una nuova, inquietante prospettiva: dal prossimo 27 ottobre gli autobus EAV sull’isola d’Ischia potrebbero fermarsi.
Non è un’ipotesi avanzata sui social né una voce raccolta tra i cittadini. È quanto emerge dal comunicato ufficiale diffuso dall’Ente Autonomo Volturno, che ha annunciato un programma di progressiva riduzione e sospensione dei servizi di trasporto pubblico in Campania a causa della mancata consegna delle forniture di gasolio.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, già da domani, 21 ottobre, inizieranno le prime riduzioni e soppressioni su diverse linee regionali. Il programma coinvolgerà progressivamente altri collegamenti, fino ad arrivare al 24 ottobre, quando è prevista la sospensione dei servizi automobilistici sull’isola di Procida e del servizio ferroviario Napoli–Piedimonte.
Per Ischia la data indicata è martedì 27 ottobre.
Una scadenza che lascia appena sette giorni per trovare una soluzione.
Non si fermerebbero soltanto gli autobus. Si fermerebbe una parte della vita quotidiana
Il trasporto pubblico, su un’isola come la nostra, non è un servizio accessorio. È uno strumento essenziale per garantire il diritto allo studio, al lavoro e alla mobilità.
Ogni mattina centinaia di ragazzi utilizzano gli autobus per raggiungere gli istituti scolastici, spesso attraversando più comuni. Per molte famiglie il servizio pubblico rappresenta l’unica possibilità concreta di assicurare ai propri figli la regolare frequenza delle lezioni.
Ci sono poi i lavoratori, coloro che devono raggiungere alberghi, attività commerciali, uffici, strutture sanitarie e luoghi di lavoro.
E ancora gli anziani, le persone che non dispongono di un’automobile, chi deve sottoporsi a una visita medica, sbrigare una pratica amministrativa o semplicemente spostarsi per le necessità della propria vita.
Se gli autobus dovessero fermarsi, non sarebbe soltanto un problema di trasporti. Sarebbe un problema sociale.
Un’isola non può permettersi di lasciare intere fasce della popolazione senza un’alternativa concreta di mobilità.
Sette giorni per trovare una soluzione
Il comunicato EAV non annuncia un’interruzione già inevitabile. Il programma è legato all’attuale disponibilità di carburante e potrebbe essere modificato qualora venissero ripristinate le regolari forniture.
Ed è proprio questo il punto.
Esistono ancora sette giorni per evitare che la crisi dei rifornimenti diventi una crisi della mobilità isolana.
Sette giorni nei quali sarà necessario un confronto concreto tra le amministrazioni comunali, le istituzioni regionali, EAV, gli operatori della distribuzione e tutti i soggetti che, a vario titolo, possono contribuire a individuare una soluzione.
Non si tratta di cercare responsabilità a tutti i costi, né di alimentare inutili contrapposizioni. Si tratta di comprendere quali interventi siano possibili, quali ostacoli impediscano il regolare approvvigionamento e come garantire la continuità di un servizio essenziale.
La questione merita risposte operative e tempestive, perché il 27 ottobre non è una data lontana.
E dopo gli autobus, quali altri servizi potrebbero essere coinvolti?
C’è poi una riflessione che non può essere ignorata.
Se una difficoltà nell’approvvigionamento di carburante arriva a minacciare il trasporto pubblico di un’intera isola, diventa legittimo interrogarsi sulla capacità del sistema di garantire la continuità degli altri servizi essenziali.
Quali garanzie esistono per i rifornimenti delle ambulanze, dei mezzi dei Vigili del Fuoco e delle Forze di Polizia?
Non vi sono, nel comunicato EAV, indicazioni che facciano pensare a un’imminente sospensione di questi servizi. Sarebbe dunque scorretto prospettare scenari di emergenza non documentati.
Ma chiedere se esistano piani di continuità, riserve adeguate e canali di approvvigionamento prioritari non significa creare allarmismo. Significa porre una domanda di interesse pubblico.
Perché una comunità insulare, già condizionata dalla propria particolare posizione geografica, deve poter contare su un sistema capace di affrontare le difficoltà senza compromettere i servizi indispensabili.
Una crisi che impone una riflessione più profonda
Quanto sta accadendo pone una questione che va oltre il singolo rifornimento mancato.
Se una criticità nella distribuzione del carburante dovesse tradursi nella sospensione prolungata del trasporto pubblico, sarebbe necessario interrogarsi non soltanto sulle cause immediate, ma anche sull’adeguatezza degli strumenti di prevenzione e gestione delle emergenze.
Un eventuale fermo degli autobus rappresenterebbe infatti il segnale di una fragilità organizzativa e istituzionale che meriterebbe un approfondimento serio, senza conclusioni affrettate ma neppure sottovalutazioni.
Le istituzioni hanno il compito di individuare soluzioni, coordinare gli interventi e informare tempestivamente la popolazione.
I cittadini, dal canto loro, hanno il diritto di sapere cosa stia accadendo e quali misure siano allo studio per evitare ulteriori disagi.
Ischia ha sette giorni per scongiurare il fermo dei suoi autobus.
Sette giorni nei quali sarebbe auspicabile vedere tutte le componenti istituzionali e operative impegnate in un obiettivo comune, al di là delle appartenenze e delle contrapposizioni.
Perché la mobilità non è un privilegio, ma una necessità quotidiana.
E perché, se davvero dovessimo arrivare al punto di non poter garantire ai nostri ragazzi un autobus per andare a scuola o a un lavoratore un mezzo per raggiungere il proprio posto di lavoro, il problema sarebbe molto più profondo della semplice mancanza di gasolio.
Serrara Notizie continuerà a seguire gli sviluppi della situazione, riportando gli eventuali aggiornamenti ufficiali e le misure che saranno adottate per garantire la continuità del trasporto pubblico sull’isola.







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