Sciopero degli autotrasportatori, difficoltà negli approvvigionamenti, problemi logistici al porto di Pozzuoli e, come se non bastasse, domani arriva anche l’allerta arancione. Agli ischitani non resta che armarsi di pazienza. E magari riscoprire il piacere di fare il pane in casa.
di Camillo Buono
Ci sono settimane che sembrano nate sotto una cattiva stella. E poi ci sono quelle in cui le cattive stelle decidono di mettersi tutte insieme, magari proprio sopra l’isola d’Ischia.
Quella che stiamo vivendo sembra appartenere decisamente alla seconda categoria.
Da qualche giorno la nostra isola si trova a fare i conti con una serie di difficoltà che, sommate tra loro, stanno mettendo alla prova la nostra pazienza. E mentre cerchiamo di capire quale sarà il prossimo imprevisto, viene quasi spontaneo domandarsi se qualcuno, lassù, non abbia deciso di metterci alla prova.
Supermercati: più scaffali che prodotti
Cominciamo dalla spesa quotidiana.
Lo sciopero degli autotrasportatori sta creando difficoltà negli approvvigionamenti e nei supermercati isolani la scarsità di alcuni prodotti comincia a essere sempre più evidente.
Qualche scaffale si svuota, qualche prodotto diventa difficile da trovare e quella che fino a pochi giorni fa era una normalissima visita al supermercato rischia di trasformarsi in una piccola caccia al tesoro.
D’altronde, vivere su un’isola significa anche questo: ricordarsi, soprattutto nei momenti di difficoltà, che praticamente tutto ciò che consumiamo deve prima o poi attraversare il mare.
Un dettaglio che nella quotidianità tendiamo a dimenticare, almeno fino a quando gli scaffali non cominciano a ricordarcelo.
Carburante: tutti in fila, possibilmente nello stesso momento
Se nei supermercati si cerca qualche prodotto, ai distributori si cerca soprattutto la benzina. O il gasolio, naturalmente.
Le preoccupazioni legate ai mancati rifornimenti hanno spinto tantissimi automobilisti a mettersi in fila, dando vita a code interminabili e a una vera e propria corsa al pieno.
C’è chi ha bisogno dell’auto per andare al lavoro, chi deve accompagnare i figli, chi ha necessità familiari e chi, semplicemente, teme di rimanere senza carburante nei prossimi giorni.
Preoccupazioni comprensibili, soprattutto quando nessuno è in grado di dire con certezza quando la situazione tornerà alla normalità.
Certo, vedere tutti correre contemporaneamente ai distributori fa anche riflettere su quanto l’incertezza possa condizionare i nostri comportamenti. Ma è altrettanto vero che, senza conoscere le scorte disponibili e i tempi di ripresa dei rifornimenti, nessuno può pretendere di avere la soluzione in tasca.
Nel frattempo, un pieno di carburante sembra essere diventato quasi un piccolo investimento sulla tranquillità dei prossimi giorni.
A Pozzuoli anche il pontone Campania decide di complicare le cose
Come se lo sciopero degli autotrasportatori non fosse sufficiente, a rendere ancora più complicato il quadro si aggiungono le criticità logistiche nel porto di Pozzuoli.
La locale Autorità Marittima ha disposto, per motivi di sicurezza, l’interdizione del pontone Campania, una circostanza che introduce ulteriori difficoltà nell’organizzazione delle operazioni portuali.
Insomma, proprio mentre avremmo bisogno di collegamenti e approvvigionamenti regolari, anche uno degli snodi fondamentali per il traffico marittimo con le isole si trova a dover affrontare un problema.
A questo punto, più che una settimana di passione, sembra quasi una prova generale di resistenza all’insularità.
E domani arriva pure l’allerta arancione
Ma poteva mancare il maltempo? Certamente no.
Per domani, mercoledì 21 ottobre, è prevista un’allerta meteo arancione, con conseguenti provvedimenti precauzionali adottati dalle amministrazioni locali.
Nel Comune di Serrara Fontana sono state disposte le chiusure delle scuole, dei cimiteri e dei parchi giochi, a tutela della pubblica incolumità.
Così, dopo aver cercato carburante, controllato gli scaffali dei supermercati e seguito le notizie sui collegamenti marittimi, adesso non ci resta che guardare anche il cielo.
Perché, evidentemente, a questa settimana mancava soltanto un po’ di pioggia.
E speriamo davvero che sia soltanto quella, senza ulteriori conseguenze per il nostro territorio.
La nostra sofferta insularità ci farà riscoprire il pane e la pizza fatti in casa?
Ed eccoci al punto.
Forse questa settimana così complicata finirà per ricordarci qualcosa che conosciamo bene, ma che troppo spesso dimentichiamo: la nostra sofferta insularità.
Un’insularità che è certamente bellezza, identità, tradizione e appartenenza, ma che sa diventare anche un limite concreto quando i collegamenti si interrompono, gli approvvigionamenti rallentano e ogni difficoltà della terraferma finisce inevitabilmente per amplificarsi sulle nostre coste.
E allora, proviamo almeno a prenderla con un pizzico di ironia.
Speriamo che, nella corsa alle provviste, qualcuno abbia pensato a comprare farina, lievito e pomodori. Perché, se davvero dovessimo trascorrere qualche giorno in più tra le mura domestiche, magari proprio questa nostra sofferta insularità ci porterà a riscoprire il piacere di fare il pane e la pizza in casa.
A impastare con le mani, ad aspettare che la pasta cresca, a sentire il profumo del pane appena sfornato e a ritrovare quei piccoli gesti che appartenevano alla quotidianità dei nostri nonni.
Magari qualcuno rispolvererà perfino una vecchia ricetta di famiglia.
Sarebbe quantomeno curioso se, nell’epoca delle consegne a domicilio, dei supermercati sempre forniti e di tutto ciò che possiamo ottenere con un semplice clic, fosse proprio una settimana di difficoltà a farci riscoprire quanto possa essere piacevole preparare qualcosa con le nostre mani.
Ridiamoci sopra, ma senza dimenticare le difficoltà vere
Naturalmente, dietro questa ironia c’è una situazione che merita attenzione.
Ci sono commercianti che rischiano di non poter rifornire le proprie attività, lavoratori che dipendono quotidianamente dai trasporti, famiglie preoccupate e imprese che potrebbero subire conseguenze economiche importanti.
E c’è soprattutto un territorio che, ancora una volta, si confronta con la propria vulnerabilità logistica.
Perché l’insularità non può essere soltanto una parola da pronunciare quando si parla delle bellezze del nostro territorio. È una condizione che comporta difficoltà reali, che emergono con particolare evidenza proprio quando qualcosa si inceppa nel sistema dei trasporti e degli approvvigionamenti.
Non sappiamo quanto durerà la protesta, quando torneranno regolari i rifornimenti e quali effetti produrrà il maltempo delle prossime ore. Possiamo soltanto augurarci che tutto si risolva nel più breve tempo possibile e senza ulteriori disagi.
Nel frattempo, agli ischitani non resta che affrontare questi giorni con pazienza, buon senso e quella capacità di adattamento che, nel bene e nel male, ci accompagna da generazioni.
E se proprio dobbiamo trovare un piccolo lato positivo, speriamo almeno che questa settimana ci regali il profumo di qualche pagnotta appena sfornata e di una bella pizza fatta in casa.
Perché, a pensarci bene, la nostra sofferta insularità qualche volta ci toglie qualcosa, ma potrebbe anche ricordarci il valore delle cose semplici.
Sempre che, naturalmente, nei supermercati sia rimasto almeno un pacco di farina.
E amen!






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