Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre dormiremo un’ora in più. Alle 3 gli orologi torneranno alle 2. Una consuetudine che affonda le proprie radici nella storia e che, soltanto nel 2026, ha consentito all’Italia di risparmiare oltre 90 milioni di euro grazie all’ora legale.
di Camillo Buono
Questa notte ricordiamoci di spostare le lancette dell’orologio! Tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, infatti, tornerà ufficialmente l’ora solare, segnando la conclusione dei sette mesi durante i quali abbiamo utilizzato l’ora legale.
Alle 3 del mattino gli orologi dovranno essere riportati indietro di un’ora, tornando alle 2. Questo significa che potremo dormire sessanta minuti in più, ma anche che, a partire da domani, vedremo il sole tramontare un’ora prima secondo l’orologio.
Naturalmente, smartphone, computer e dispositivi elettronici con aggiornamento automatico provvederanno da soli al cambio dell’orario. Per gli orologi tradizionali, invece, sarà necessario intervenire manualmente.
Ma perché, due volte all’anno, continuiamo a spostare le lancette? E soprattutto, quanto ci fa realmente risparmiare questa abitudine?
Un’idea che risale a oltre due secoli fa
La storia dell’ora legale è più antica di quanto si possa immaginare.
Già nel 1784 Benjamin Franklin, scienziato e politico statunitense, aveva suggerito ironicamente di sfruttare maggiormente la luce del mattino per ridurre il consumo delle candele utilizzate durante le ore serali.
L’idea di modificare gli orari per risparmiare energia si sviluppò successivamente, trovando una prima concreta applicazione durante la Prima guerra mondiale.
Nel 1916, infatti, la Germania introdusse l’ora legale per ridurre il consumo di carbone, risorsa particolarmente preziosa durante il conflitto. La misura venne presto adottata anche da altri Paesi europei.
Anche l’Italia introdusse l’ora legale nel 1916, per poi abbandonarla e riprenderla in diversi periodi storici.
Dal 1966 l’ora legale è tornata stabilmente nel nostro Paese, diventando progressivamente una consuetudine della vita quotidiana.
Oggi il cambio dell’orario è regolato da disposizioni europee che prevedono il passaggio all’ora legale nell’ultima domenica di marzo e il ritorno all’ora solare nell’ultima domenica di ottobre.
Quanto abbiamo risparmiato nel 2026? Oltre 90 milioni di euro
Il principale motivo per cui è stata introdotta l’ora legale è il risparmio energetico.
Spostando le lancette avanti di un’ora durante i mesi primaverili ed estivi, si riesce a sfruttare maggiormente la luce naturale nelle ore serali, riducendo il ricorso all’illuminazione artificiale.
E i risultati, nonostante il miglioramento dell’efficienza energetica delle nostre abitazioni, continuano a essere significativi.
Secondo i dati diffusi il 23 ottobre da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, nei sette mesi di ora legale del 2026 l’Italia ha registrato un risparmio di circa 300 milioni di kilowattora di energia elettrica.
Una quantità equivalente al consumo medio annuo di circa 115.000 famiglie italiane.
Dal punto di vista economico, il beneficio è stato stimato in oltre 90 milioni di euro, mentre sul fronte ambientale si è registrata una riduzione delle emissioni di anidride carbonica pari a circa 140.000 tonnellate.
Numeri che dimostrano come un semplice spostamento delle lancette possa ancora produrre effetti concreti sui consumi energetici del Paese.
Dal 2004 a oggi risparmiati circa 2,4 miliardi di euro
Ancora più interessanti sono i dati relativi agli ultimi ventitré anni.
Sempre secondo Terna, dal 2004 al 2026 l’ora legale ha consentito all’Italia di risparmiare complessivamente oltre 12,3 miliardi di kilowattora di energia elettrica.
Il beneficio economico stimato nello stesso periodo è stato di circa 2,4 miliardi di euro.
Una cifra considerevole, soprattutto se si pensa che il risparmio è stato ottenuto senza realizzare nuovi impianti o infrastrutture, ma semplicemente organizzando diversamente l’utilizzo della luce naturale.
Va comunque precisato che il risparmio non deriva dal ritorno all’ora solare di questa notte, bensì dall’applicazione dell’ora legale durante i mesi precedenti.
Perché il risparmio energetico si sta riducendo?
Sebbene i benefici siano ancora presenti, negli ultimi anni l’effetto dell’ora legale sui consumi elettrici è progressivamente diminuito.
Il motivo è legato soprattutto alla diffusione delle lampadine a LED, degli impianti di illuminazione più efficienti e delle nuove tecnologie che consentono di consumare meno energia.
In passato, quando l’illuminazione domestica e pubblica richiedeva quantità maggiori di elettricità, sfruttare un’ora in più di luce naturale nelle ore serali produceva risparmi più elevati.
Oggi, invece, il peso dell’illuminazione sui consumi complessivi è cambiato e il beneficio energetico del cambio d’ora, pur rimanendo positivo, risulta più contenuto rispetto al passato.
Ora legale tutto l’anno? Il dibattito continua
Da diversi anni, in Europa e in Italia, si discute della possibilità di eliminare il doppio cambio annuale dell’orario.
Nel 2018 la Commissione europea propose di superare il sistema attuale, ma non è stato ancora raggiunto un accordo definitivo tra le istituzioni europee.
Anche in Italia il dibattito è tornato d’attualità. Nel mese di ottobre 2026 la Commissione Attività produttive della Camera ha concluso un’indagine conoscitiva dedicata all’eventuale adozione dell’ora legale permanente.
Tra le ipotesi esaminate vi è proprio quella di mantenere le lancette avanti di un’ora anche durante l’inverno.
Secondo le simulazioni presentate da Terna, questa soluzione potrebbe consentire un ulteriore risparmio di circa 160 milioni di kilowattora all’anno rispetto all’attuale sistema.
Tuttavia, la scelta non riguarda soltanto l’energia.
L’ora legale permanente garantirebbe più luce nel tardo pomeriggio, ma comporterebbe anche albe più tardive nei mesi invernali, con possibili conseguenze sulle abitudini quotidiane, sul lavoro e sui ritmi biologici.
Per il momento, dunque, il sistema resta invariato.
Un’ora di sonno in più, ma farà buio prima
Il ritorno all’ora solare comporterà qualche piccolo cambiamento nelle nostre abitudini.
Al mattino avremo più luce naturale secondo l’orologio, mentre nel pomeriggio il buio arriverà prima.
Una differenza che si farà sentire soprattutto per chi termina di lavorare nel tardo pomeriggio, per gli studenti e per quanti amano trascorrere qualche ora all’aperto dopo gli impegni quotidiani.
Anche sulla nostra isola, dove il rapporto con il mare, la natura e le attività all’aria aperta è parte integrante della vita quotidiana, il cambio dell’orario rappresenta uno dei segnali più evidenti dell’arrivo della stagione autunnale.
Naturalmente, le ore di luce disponibili non diminuiscono a causa dello spostamento delle lancette: cambia soltanto il modo in cui vengono distribuite nell’arco della giornata secondo l’orario ufficiale.
Quando tornerà l’ora legale?
Per ritrovare le giornate con un’ora di luce in più nel tardo pomeriggio dovremo attendere la primavera.
L’ora legale tornerà nella notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo 2027, quando alle 2 del mattino le lancette verranno spostate avanti alle 3.
Nel frattempo, questa notte potremo concederci un’ora di riposo in più.
Un piccolo regalo dell’autunno che, almeno per una notte, farà sicuramente piacere a molti.
E allora, ricordiamolo: stanotte alle 3 si torna alle 2. Buona ora solare a tutti i lettori di Serrara Notizie!







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