di Noemi Tocci

Ischia non è rimasta immobile e ieri, 24 ottobre, ha deciso di scendere in piazza, insieme a tante altre città italiane, per far sentire la propria voce.

Una manifestazione pacifica, accompagnata da striscioni e cori dei ragazzi, ha sfilato per le vie di Ischia Porto, coinvolgendo moltissime persone unite dalla preoccupazione per il caro vita e il caro carburante.

I manifestanti si sono radunati davanti alle scuole medie di Ischia Porto. Da lì, un corteo numeroso ha proseguito il suo percorso passando per Piazza degli Eroi e arrivando a Piazza Antica Reggia, dove autorità, studenti e pescatori hanno preso la parola per denunciare quanto il caro vita e il caro carburante stiano rendendo la vita sempre più difficile alla popolazione.

Alla manifestazione, organizzata nei giorni in cui gli autotrasportatori campani iniziavano i blocchi, hanno partecipato in tantissimi: studenti, autorità ischitane e anche una delegazione di pescatori, anch’essi fortemente colpiti dall’aumento dei costi e dalle difficoltà che interessano il settore.

Una protesta che va oltre il semplice aumento dei prezzi: per un’isola come Ischia, dove i collegamenti marittimi, i trasporti e il costo del carburante incidono direttamente sulla quotidianità di cittadini e lavoratori, il caro vita rappresenta un problema che rischia di diventare sempre più insostenibile.

La partecipazione di tante persone dimostra che il malcontento è diffuso e che cresce la necessità di essere ascoltati. Perché dietro ogni aumento ci sono famiglie e lavoratori che faticano ad arrivare a fine mese e attività che devono fare i conti con costi sempre più elevati.

Ischia ha scelto di non restare a guardare. La speranza è che questa manifestazione non rimanga soltanto una giornata di protesta, ma diventi un segnale concreto per chi ha il potere di intervenire.

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