a cura di Antonietta Manzi

Yasmina Reza è una dei più acclamati drammaturghi contemporanei e questa nuova pubblicazione in italiano raccoglie diversi suoi testi di prosa. Frammenti personali, ricordi e piccole divagazioni su letture e frequentazioni, momenti familiari e amicali in cui emergono i temi che saranno al centro delle sue opere: identità, appartenenza, sradicamento, una percezione del tempo come struggimento. Un sorriso sdentato che non tornerà, una collana abbinata male al vestito, un bouquet dimenticato a un funerale: piccoli momenti che, attraverso la lingua della letteratura, ci raccontano l’universale fragilità della condizione umana. 

Non conosco le lingue, nessuna lingua, di mio padre, mia madre, dei miei antenati, non riconosco né terra né albero, nessun suolo è stato il mio come quando si dice io vengo da lì, non esiste un suolo in cui potrei provare la brutale nostalgia dell’infanzia, né un suolo in cui scrivere chi sono, non so di quale linfa mi sono nutrita, la parola natale non esiste, né la parola esilio, una parola che pure credo di conoscere ma è falso, non conosco musica degli inizi, canzoni, ninnenanne, quando i miei figli erano piccoli li cullavo in una lingua inventata. Di dov’era mio padre, neppure lui poteva dire da dove venisse, da Tashkent, da Samarcanda, che non aveva mai visto, da Mosca dove era nato, dalla Germania dove aveva imparato la sua prima lingua poi dimenticata, da nessuna parte di cui potesse parlare, di cui serbasse traccia salvo che nel suo corpo, nei suoi occhi e in certi suoi modi bruschi. Ho visto la città di mia madre, ho sentito la lingua di mia madre, esiste un paese chiamato Ungheria che era il suo, di cui lei non mi ha detto niente e che non è niente per me.”

Yasmina Reza, Da nessuna parte, Adelphi 2026, 18.00 euro

Il libro è disponibile presso “IMAGAENARIA – LIBRERIA E CASA EDITRICE” ISCHIA PONTE

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