Il culto sentito della Madonna della Cercola a Serrara
di Luigi Schiano
Tra le più antiche apparizioni mariane dell’Occidente, avvenuta nel 1001, quella della Madonna Incoronata di Foggia continua ancora oggi a essere profondamente sentita.
La Madonna si manifestò al di sopra di una quercia, nel Bosco del Cervaro, nei pressi di Foggia, al conte di Ariano Irpino, che si trovava a caccia nel bosco, e al pastore Strazzacappa, in cerca di un bue smarrito.
Un’antica e costante tradizione orale, trascritta da numerosi scrittori tra il XIV e il XX secolo, ci parla di un prodigioso evento avvenuto nel luogo dove oggi sorge il Santuario dell’Incoronata, nella zona detta ‘Borfaniana’ (o Volfaniana).
In quel tempo il bosco della Capitanata, molto più esteso dell’attuale, era ricco di querce e olmi ed era frequentato dai nobili dell’Appennino dauno per battute di caccia e, nelle vicinanze, da pastori che conducevano il bestiame al pascolo. Secondo la tradizione, durante la notte, un conte di Ariano Irpino, venuto a caccia nel bosco, ferì un daino che, scappando, si fermò sotto una grande quercia.
Erano le prime ore dell’ultimo sabato di aprile del 1001.
Il conte vide una grande luce (bagliori di fuoco) che avvolgeva una quercia e volle fuggire. Una forza irresistibile lo sospinse ad andare verso la luce, mentre veniva ricolmato di dolcezze spirituali. Sentì una voce che proveniva dalla luce sfolgorante:
“Non abbiate paura, io sono Maria, la Madre di Dio! Desidero una chiesa in mio onore.
Renderò celebre questo luogo con le grazie che concederò a quanti mi invocheranno
davanti a questa immagine con cuore sincero e filiale”.
Nel frattempo sopraggiunse un pastore che la tradizione chiama ‘Strazzacappa’ (mantello strappato), che aveva ritrovato due buoi dispersi sotto la grande quercia.
Il conte ed il pastore si trovarono a parlare insieme delle cose accadute e, guardando verso la quercia, videro insieme, nascosta fra i rami, una statua della Vergine col Bambino Gesù.
Da una luce roteante, degli angeli (come in una “cavalcata”) incoronavano la statua.
Il conte tornò a casa senza fare ciò che la Madonna aveva chiesto e si ammalò.
Il pastore mise tutto l’olio che aveva per sé dentro una pentola (‘caldarella’ di rame) e ne fece una lampada, che appese ai rami della quercia.
Nel giro di poco tempo molte persone vennero a sapere del prodigioso evento e accorrevano per ammirare e venerare la “Madonna Incoronata”.
Nonostante la lampada fosse sempre accesa, con il passare del tempo l’olio non si consumava, ma restava sempre abbondante dentro la ‘caldarella’.
Alcuni raccontavano di un rivolo d’olio che scendeva dalle nubi aperte, mentre altri sostenevano che durante la notte gli angeli versassero l’olio.
I pellegrini, che già venivano numerosi, in seguito al prodigio dell’olio che non si consumava, cominciarono ad ungersi con esso, ottenendo guarigioni fisiche e spirituali.
Il conte di Ariano Irpino, aggravatosi nella malattia, venuto a sapere dei prodigi che avvenivano, si fece portare presso la quercia e, unto con l’olio, guarì prodigiosamente.
Come segno di gratitudine e, pentito per non aver eseguito subito ciò che la Madonna gli aveva chiesto, fece edificare una piccola cappella nel luogo preciso dell’apparizione, collocandovi la statua trovata e custodendo anche una parte del tronco della quercia.
La devozione per l’Incoronata era il filo che univa le montagne alle pianure pugliesi attraverso la transumanza. I pastori, anticamente, spostavano le proprie greggi verso il Tavoliere delle Puglie per lo svernamento, passando per la Sella di Conza, attraverso i “tratturi”, lunghe autostrade d’erba. Così elessero la Madonna di Foggia quale loro protettrice, diffondendone poi il culto presso i paesi d’origine al ritorno in primavera.
Particolarmente significativo è il carattere della “Madonna nera”. Le iconografie scure, diffuse in molte aree d’Italia e d’Europa, rimandano spesso a significati arcaici come la terra feconda, il mistero e la maternità primordiale. In ambito popolare, quest’immagine veniva probabilmente percepita come più vicina alla vita dei pastori. Non è un caso che il culto dell’Incoronata di Foggia sia stato profondamente sentito proprio dalle classi rurali e pastorali.
Serrara e il culto alla Madonna della Cercola
Anche Serrara venera la Madonna Incoronata di Foggia. Tutto ha inizio nel corso del secondo conflitto mondiale, quando la guardia urbana Mario Mattera Ricigliano, al fine di preservare la sua isola dalla sciagura dei bombardamenti alleati, fece un voto alla Madonna della Cercola, che si venerava in una cappellina posta di fronte alla sua casa, in località Pantano.
Le pie preghiere di Mario “a guardia” vennero esaudite con la fine del secondo conflitto mondiale e così venne costruito, in una stanza, un altarino con una nicchia. Il Vescovo di Ischia Ernesto De Laurentiis, il 30 aprile 1945, benedisse la cappella voluta dalla famiglia Mattera Ricigliano, dedicandola alla Madonna della Cercola, in segno di ringraziamento e affidamento alla Madonna per la fine della Seconda Guerra Mondiale.
La devozione alla Madonna effigiata sul tronco di una quercia, mentre appare ad un pastore alla ricerca di una mucca smarrita, fu introdotta agli inizi dell’Ottocento dai marinai ischitani che avevano avuto la grazia di visitare il Santuario di Foggia dedicato alla Madonna Incoronata.
Gli isolani, nel viaggio di ritorno a Ischia, si imbatterono in una furiosa tempesta che frantumò la barchetta a vela. I naufraghi, per intercessione della Vergine, riuscirono a raggiungere la spiaggia della Mandra, a Ischia Ponte, senza riportare ferite di sorta.
Alcuni di loro provenivano da Serrara Fontana e, per ringraziare la Madonna, costruirono una cappella votiva al Pantano, lungo un sentiero coperto di fronzuti alberi di quercia. Nella sacra icona posero una statuetta della Vergine contornata da angeli e un altarino ove i devoti deponevano fiori, ceri ed ex voto.
Qualcuno ricorda che ai piedi della statuetta, negli anni, si accumularono piccole bare lignee, segno inconfondibile di avvenuti prodigi in favore di bambini ammalati e inspiegabilmente guariti.
Intanto il sentiero del Pantano fu ampliato dal Comune e l’antica cappella demolita. Al suo posto fu apposto un pannello maiolicato con l’effige della Madonna Incoronata e i Santi Biagio e Antonio Abate.
Nella casa di Mario Mattera Ricigliano, e più precisamente nella stanzetta adibita a cappella, iniziò un vero e proprio pellegrinaggio di fedeli, diffondendo così la devozione per la Madonna della Cercola.
Ogni anno, l’ultima domenica di aprile, avvenivano i festeggiamenti, con il trasferimento della statuetta nella parrocchia di Serrara per il triduo e la processione fra luminarie e spari di mortaretti.
Anche oggi i fedeli di Serrara sono legati alla piccola immagine della Madonna che svetta dalla quercia e che viene solitamente esposta alla venerazione dei fedeli nella chiesa parrocchiale di Serrara per il mese di maggio, il mese dedicato alla Madonna.
Anche noi, come il caro Mario Mattera Ricigliano, preghiamo la Vergine Santa affinché allontani dall’Italia, dall’Europa e dal mondo la violenta spirale di guerra.










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