a cura di Antonietta Manzi

Come è possibile mantenere viva e tramandare la memoria della Resistenza, troppo spesso cristallizzata in lapidi, monumenti, motti, certamente lucidi e istituzionalizzati, ma senza anima? Nella sua esperienza di insegnante delle superiori, Malaguti indica nella grande letteratura (Pavese, Fenoglio, Calvino, Meneghello) la possibilità di mostrare ai ragazzi gli eventi storici con i loro limiti e contraddizioni. I dubbi, le incertezze, finanche gli errori vissuti dai protagonisti di quella stagione fondativa della nostra libertà li renderanno ai nostri occhi vivi, pulsanti e vicini più di qualsiasi retorica dell’eroismo e del martirio.

“Il problema, a mio modo di vedere, è sempre lo stesso: perché dovrei avere paura di far incontrare i miei studenti con un fatto storico? Se lo temo, è forse perché penso che gli studenti non abbiano ossa abbastanza forti o menti critiche sufficientemente formate per vagliare eventuali narrazioni deformate o ideologizzate. Ma se temo questo, e sono un insegnante, allora significa che devo soltanto impegnarmi di più. Allo stesso modo, dunque, capita che la Resistenza, nella consapevolezza che si tratti di un tema spinoso, non venga affrontata affatto in modo approfondito; oppure venga affrontata, sì, ma in tono ideologico e celebrativo. Una sorta di “culto resistenziale” che lascia poco o nessuno spazio di azione o di ragionamento ai nostri studenti. Tutto è già stato scritto, la verità è quella, la Resistenza è un valore assoluto, indiscutibile, rispetto al quale non si può che essere d’accordo. Ecco, temo che questo approccio catechistico non possa sortire grandi effetti sui nostri studenti. E quindi non dobbiamo stupirci se poi alcuni di loro vanno in via Acca Larentia a fare il saluto romano.”

Paolo Malaguti, Sentieri partigiani, Einaudi 2026, 15.00 euro

Il libro è disponibile presso “IMAGAENARIA – LIBRERIA E CASA EDITRICE” ISCHIA PONTE

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