di Luigi Schiano

Domani, domenica 17 maggio 2026, la Chiesa celebra l’Ascensione di Gesù al Cielo, una solennità che cade quaranta giorni dopo la Pasqua e che riveste una notevole importanza nella liturgia cattolica, segnando la fine del soggiorno terreno di Gesù.

La tradizione vuole che la sera della vigilia dell’Ascensione venga lasciato sul davanzale delle finestre, per tutta la notte, un bacile d’acqua pieno di petali di rose, fiori e foglie di agrumi o erbe. È credenza che Gesù, alla mezzanotte, salendo al Cielo nella gloria del Padre accompagnato dai suoi angeli, benedicesse le acque.

Al mattino successivo è usanza che tutti i componenti della famiglia si lavino il viso in segno di purificazione. In passato, quando l’Ascensione coincideva con il giovedì, quaranta giorni esatti dopo Pasqua, il rito si svolgeva in quel giorno della settimana e non di domenica, come da molti anni accade, poiché le solennità come l’Ascensione e il Corpus Domini vengono spostate dal giovedì alla domenica.

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