di Camillo Buono

C’è una campanella che suona ogni giorno. Segna l’inizio delle lezioni, l’ingresso in classe, l’incontro con compagni e maestre. Poi ce n’è un’altra che arriva alla fine dell’anno scolastico e che ha un suono diverso. Non annuncia semplicemente l’inizio delle vacanze. Racconta un pezzo di vita che si conclude e un altro che sta per cominciare.

Oggi termina l’anno scolastico della scuola primaria.

Per molti bambini sarà soltanto l’ultimo giorno prima dell’estate, fatto di giochi, mare, libertà e giornate da vivere senza la sveglia del mattino. Ma per altri rappresenta qualcosa di più.

Per i ragazzi della quinta elementare oggi si chiude un capitolo importante della loro vita. Sono entrati in quella scuola con lo zaino più grande delle spalle, con la mano stretta a quella dei genitori, con gli occhi pieni di curiosità e di timore. Erano bambini.

Tra quelle mura hanno imparato a leggere e a scrivere, a fare i conti, a conoscere il mondo. Hanno stretto amicizie che porteranno nel cuore per tutta la vita, hanno affrontato le prime difficoltà, le prime soddisfazioni, le prime piccole sfide che aiutano a diventare grandi.

Oggi salutano le loro maestre.

Non sono soltanto insegnanti. Per cinque anni sono state guide, punti di riferimento, presenze costanti nei giorni belli e in quelli più difficili. Hanno accompagnato questi bambini lungo un percorso straordinario che li ha trasformati lentamente in ragazzi.

A settembre li aspetta una nuova avventura: la scuola secondaria di primo grado. Nuovi insegnanti, nuove materie, nuovi compagni, nuove responsabilità. Un punto di arrivo che coincide già con una nuova partenza.

Ma oggi non è importante soltanto per loro.

C’è chi passerà dalla prima alla seconda, dalla seconda alla terza, dalla terza alla quarta e dalla quarta alla quinta. Potrebbe sembrare un passaggio semplice, quasi scontato. In realtà ogni anno scolastico concluso rappresenta una conquista, un gradino in più nella costruzione della propria personalità, della propria autonomia e dei propri sogni.

Ogni pagina del quaderno riempita, ogni verifica superata, ogni amicizia nata tra i banchi è un tassello che contribuisce a costruire la persona che un giorno diventeranno.

E poi ci sono loro.

I piccoli remigini.

Quelli che oggi guardano con emozione e forse con un pizzico di paura la scuola che li aspetta. Tra poco meno di mese lasceranno l’infanzia per entrare poi nel mondo della scuola primaria. Un universo nuovo fatto di banchi, libri, compiti, scoperte e responsabilità.

Per loro inizierà uno dei viaggi più belli della vita.

Perché la scuola elementare non insegna soltanto a leggere e a scrivere. Insegna a crescere. Insegna a stare insieme. Insegna il rispetto, la curiosità, la capacità di sognare e di costruire il proprio futuro.

A tutti voi, bambini, ragazzi e piccoli remigini, la redazione di Serrara Notizie vuole rivolgere un augurio speciale.

Vi auguriamo un’estate piena di sorrisi, di giochi, di mare, di libertà e di momenti da custodire nel cuore.

Godetevi il tempo che arriva. Crescete senza fretta. Continuate a sognare in grande.

Perché nei vostri occhi c’è qualcosa di prezioso che appartiene a tutti noi.

Nei vostri occhi c’è il futuro delle nostre famiglie, delle nostre comunità, della nostra isola e della nostra società.

E se il domani saprà essere migliore, sarà anche grazie a voi.

Buone vacanze ragazzi. Il futuro vi aspetta.

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