di Luigi Schiano|

Venerdì successivo alla Solennità del Corpus Domini, la Chiesa ha celebrato la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, giornata dedicata anche alla Santificazione del Clero.

Quest’oggi, alle ore 17.30, nella Chiesa di Sant’Antonio a Fontana, si è svolta l’Adorazione Eucaristica.

“Il Cuore del nostro divin Maestro non ha legge più amabile di quella della dolcezza, dell’umiltà e della carità.”
San Pio da Pietrelcina

Fin dai primi secoli del cristianesimo è nata la meditazione sul Cuore trafitto di Cristo, una pratica che affonda le sue radici nella Sacra Scrittura e che ha trovato approfondimenti anche nei Padri della Chiesa. Si fa però risalire all’XI secolo la devozione alle cinque piaghe del Signore, tra le altre devozioni private. Il desiderio alla base di questo tipo di devozione è concentrarsi sulla Passione e Morte di Gesù per accrescere l’amore verso di Lui.

Tuttavia, è nel 1670 che il sacerdote francese Giovanni Eudes celebrò la prima festa del Sacro Cuore di Gesù. Quasi parallelamente, suor Margherita Maria Alacoque – canonizzata da Papa Benedetto XV nel 1920 – cominciò a riferire di ricevere con frequenza visioni di Gesù. Nel dicembre del 1673, il Signore le permise, come era già accaduto a Santa Gertrude, di poggiare il capo sul Suo Cuore. Mentre sperimentava una profonda consolazione, Gesù le parlò del Suo amore e le confidò di averla scelta per far conoscere il Suo amore all’intera umanità:

“Il mio Cuore divino è così appassionato d’amore per gli uomini che, non potendo più racchiudere in sé le fiamme della sua ardente carità, bisogna che le spanda. Io ti ho scelta per questo grande disegno.”

L’anno seguente, nel giugno o luglio del 1674, Margherita Maria dichiarò esplicitamente la volontà di Gesù di essere adorato nella forma del Suo Cuore di carne attraverso altre due apparizioni. Nella prima vide il Cuore di Gesù su un trono di fiamme, più lucente del sole e più trasparente del cristallo, circondato da una corona di spine; nell’altra vide Cristo sfolgorante, con fiamme scintillanti che uscivano dal Suo petto come da una fornace.

Margherita invitò così i fedeli a ricevere con maggiore frequenza l’Eucaristia, in particolare il primo venerdì di ogni mese, e a praticare un’ora di adorazione. Nel 1675, durante l’ottava del Corpus Domini, la religiosa ebbe una visione che divenne nota come la “grande apparizione”, durante la quale Gesù chiese che la festa del Sacro Cuore fosse celebrata ogni anno il venerdì successivo al Corpus Domini, in riparazione per l’ingratitudine degli uomini verso il Suo sacrificio redentore sulla Croce.

L’iconografia rappresenta il Sacro Cuore di Gesù con il cuore contornato di spine, sovrastato dalla croce e ferito dalla lancia, a memoria del sacrificio della propria vita per la salvezza dell’umanità. È inoltre circondato dalle fiamme che simboleggiano l’ardore misericordioso che Cristo prova per i peccatori.

La devozione divenne particolarmente popolare dopo la morte di Santa Margherita Maria nel 1690. Nel 1765 Papa Clemente XIII concesse alla Polonia e all’Arciconfraternita Romana del Sacro Cuore la possibilità di celebrare questa devozione come solennità. In quel secolo si sviluppò anche un acceso dibattito: la Congregazione dei Riti affermava infatti che oggetto di questo culto fosse il Cuore di carne di Gesù, simbolo del Suo amore, mentre i giansenisti lo interpretavano come una forma di idolatria. Solo nel 1856 Papa Pio IX estese la solennità alla Chiesa universale inserendola nel calendario liturgico.

Serrara e Fontana e il Culto del Sacro Cuore

Anche nelle Chiese Parrocchiali di Fontana e Serrara sono presenti due immagini raffiguranti Nostro Signore che mostra il Suo Sacro Cuore in atteggiamento benedicente. Entrambe custodiscono una storia particolare.

La prima immagine, presente nella Chiesa Parrocchiale di Fontana nella prima nicchia a sinistra della navata laterale, è relativamente più antica. Fu donata alla parrocchia il 19 settembre 1948 da una signora di Testaccio, Elvira Di Scala, per sciogliere un voto fatto durante la grave malattia del figlio. La donna promise che, qualora il figlio fosse guarito, avrebbe donato un’immagine del Sacro Cuore a una chiesa vicina che ne fosse sprovvista. Così questa immagine trovò dimora a Fontana, dove era molto attivo l’Apostolato della Preghiera e dove le giovani ragazze dell’Azione Cattolica, di venerata e grata memoria, ne curavano la devozione.

Un pensiero di riconoscenza va ad Alfonsina Mattera, alla presidente Cristina Iacono, a Restituta Iacono e a Giuseppina Iacono, che si distinsero per il loro zelo nella devozione al Sacro Cuore.

Questa immagine, nel mese di giugno, dedicato al Sacratissimo Cuore di Gesù, viene portata in processione insieme a Sant’Antonio da Padova, celeste protettore di Fontana, ed esposta alla venerazione nella chiesa del Santo in Piazza IV Novembre.

Diversa è invece la storia dell’immagine del Sacro Cuore presente nella Chiesa Parrocchiale di Serrara. Essa fu commissionata negli anni Cinquanta dalle giovani ragazze serraresi dell’Azione Cattolica che, tra cui la signora Teresa, vedova di Ruzza, organizzarono commedie e spettacoli teatrali e, grazie ai proventi raccolti, riuscirono a far realizzare l’immagine.

La devozione al Sacro Cuore di Gesù, così bella e genuina e profondamente radicata nei nostri paesi, ci ispiri a rendere sempre più i nostri cuori simili ai sentimenti del Cuore di Cristo.

In questa Giornata della Santificazione del Clero eleviamo una preghiera particolare per i nostri sacerdoti, affinché abbiano sempre come esempio il Cuore trafitto di Cristo.

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