di Luigi Balestriere
Accussì. Così, semplicemente. È questo il titolo della canzone di Alessandro Iacono che sta spopolando sul web a poche ore dalla sua pubblicazione. Un brano che cattura le parole e le trasforma in immagini, evocando luoghi autoctoni come “Casamicciola che stasera appare più bella” o come “saliamo sul faro e si accende una stella” e non poteva non fare riferimento a Forio, lui, da foriano doc. Tutto rigorosamente in lingua napoletana e con musica ritmica che scolpisce la memoria, che già ha il sapore del ritornello che bacia la mente.
Una canzone identitaria di Ischia in versione moderna, una voce che oscilla tra Cava dell’Isola e Casamicciola e che vola come un aquilone tra strade e vicoli, tra spiaggia e mare, tra stelle e cielo. Una carezza nostalgica che commemora la bellezza in un mosaico di felicità veloce, fugace, ma semplice e autentica. La voce di Alessandro si snoda tra le parole che sono un’espressione di momenti vissuti più che un’associazione di lettere e vocali cantate. “Accussì” è un singolo, un inno all’essenziale, un cortometraggio emotivo dove Ischia ha un ruolo centrale, egemone, lontana dai riflessi da cartolina. È un’anima, non una figura. Qui c’è la tradizione musicale napoletana con Ischia al centro e non sullo sfondo.

Spiega così Alessandro Iacono: <<Marea081 nasce a Ischia e ogni canzone porta dentro qualcosa che ho vissuto qui. Parla di amori che arrivano e poi ripartono, di estati che sembrano infinite ma finiscono troppo presto, di persone che l’isola te le fa incontrare e poi ti costringe a salutare. Sono emozioni che chi è cresciuto qui conosce bene.
Allo stesso tempo – continua – c’è anche il sacrificio di chi vive su un’isola e sogna di fare musica: traghetti, viaggi continui, notti fuori casa, chilometri per raggiungere uno studio e poi tornare. Vorrei raccontare tutto questo senza stereotipi, cercando di trasformare Ischia non solo in uno sfondo, ma in una parte viva delle mie canzoni.
Il mio sogno – conclude il giovane trentenne – è che chi è di Ischia possa riconoscersi in queste storie e sentirle un po’ come proprie, e che chi invece non conosce l’isola possa innamorarsi delle sue emozioni attraverso la musica>>.







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