a cura di Antonietta Manzi
Ripercorrere la vicenda umana e storica di Giovanna d’Arco significa confrontarsi con una figura straordinaria: una giovane donna di paese che decide, guidata dalla fede e da una incrollabile determinazione, di vestirsi da uomo e mettersi a capo di un gruppo di combattenti per recuperare sovranità e territori nella Francia del ‘400. Valeria Parrella ci racconta una Giovanna modernissima, ragazzina inafferrabile, testarda, che vuole costruire il proprio destino nonostante le pressioni e i tentativi di sottometterla, a partire innanzitutto dal corpo.
“Le ragazzine a quell’epoca lì non erano mai credute o, se qualcuno mostrava di creder loro, era per portarsele a letto prima del tempo. Specie se erano ragazzine virtuose, e restie proprio a quelle mani addosso, a quel futuro. Così era Giovanna: virtuosa, piena di chiesa, di ispirazione. Anzi, la sua ispirazione andava oltre la chiesa, ne riempiva le mura alla messa, ma poi le valicava. Tutti gli altri, tutti i paesani credevano a ciò che il prete diceva che dio aveva detto, si fermavano al ministro. Lei invece aveva le sue sante personali. Le sante si presentavano sotto forma di voce, dunque sotto nessuna forma: erano un sibilo di biscia nei pressi del fiume dove fa un’ansa, il vento quando si insinua nella pietra ogivale della cappella, oppure le foglie dell’albero delle fate. Le sante stesse erano state un tempo le fate. Lì dove i contadini andavano a propiziarsi le messi, nel punto in cui i loro piedi diventavano dello stesso colore della terra, come bocce di fiori inaspettati, a volte, le fate si rivelavano. Passavano con ali di libellula, volti che parevano proprio quelli scolpiti nel fonte battesimale, seni lucidi, gonfi di latte, sensuali e rassicuranti; poi si risollevavano in volo assieme a quella nebbia che ce le aveva portate.“
Valeria Parrella, La ragazzina, Feltrinelli 2026, 17.00 euro


Il libro è disponibile presso “IMAGAENARIA – LIBRERIA E CASA EDITRICE” ISCHIA PONTE






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