Don Ivan Aiello è sacerdote per sempre “Umile lavoratore nella vigna del Signore”

di Luigi Schiano

Un’emozione grande ha inondato tutta l’isola, da Forio, suo paese di origine, a Serrara Fontana che lo ha visto crescere nel cammino di formazione verso il sacerdozio.

Ieri, nella solennità della Natività di San Giovanni Battista, il precursore di Cristo, un’emozione immensa ha attraversato l’isola intera in questi giorni di caldo torrido. Don Ivan Aiello, nella maestosa cornice della Chiesa Parrocchiale di Santa Maria di Portosalvo a Ischia Porto, è stato ordinato sacerdote per sempre.

Questo giovane che abbiamo avuto modo di conoscere durante il periodo della formazione seminaristica, essendo stato inviato in aiuto alle comunità parrocchiali di Santa Maria della Mercede e di Santa Maria del Carmine, e che proprio nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria della Mercede ha ricevuto gli ordini minori del Lettorato e dell’Accolitato, ha pronunciato il suo “Eccomi” definitivo, l’ultimo, poco prima della preghiera di consacrazione del Vescovo di Ischia, Monsignor Carlo Villano.

Erano presenti il Vescovo Emerito di Pozzuoli e di Ischia, Monsignor Gennaro Pascarella, i presbiteri della Chiesa di Ischia, coloro che hanno condiviso con Don Ivan il cammino in seminario e quanti sono ancora in formazione.

La chiesa, stracolma di fedeli accorsi da ogni parte dell’isola, non riusciva quasi a contenere un evento che non accade tutti i giorni e che, nelle piccole realtà come Ischia, si verifica sempre più raramente. Sono infatti trascorsi tre anni da quando il caro Don Paolo Buono venne ordinato presbitero da Monsignor Gennaro Pascarella.

Un nutrito gruppo delle comunità parrocchiali di Fontana e Serrara ha partecipato alla celebrazione insieme alla Sindaca di Serrara Fontana, la dottoressa Irene Iacono. Un coro formato da circa cinquanta elementi, alcuni provenienti proprio da Serrara Fontana, ha animato la celebrazione.

Dopo la proclamazione del Vangelo che narrava la nascita del Battista, si è entrati nel cuore della liturgia dell’ordinazione. Don Ivan ha pronunciato il suo ultimo e definitivo “Eccomi” e ha chiesto di essere ammesso all’Ordine del Presbiterato.

Dopo la risposta positiva, il Vescovo ha tenuto la sua omelia esordendo con una frase molto cara a Benedetto XVI, rivolta al novello sacerdote: essere un “umile servo nella vigna del Signore”.

Essere servo significa scomparire dietro il Vangelo, essere umili, poiché l’umiltà ci riporta all’”humus”, alla terra, ci mantiene ancorati alla realtà. Siamo umili servi nella vigna del Signore, campo del mondo nel quale siamo tutti sulla stessa barca, chiamati a prenderci cura della vigna che Dio affida alle nostre mani.

In particolare, il Vescovo ha sottolineato come l’unzione delle mani del sacerdote debba esprimere quella premura che il Signore chiede per servire i fratelli, amarli fino alla fine delle proprie forze e della propria vita.

Da qui la consegna di alcune immagini legate alla figura di San Giovanni Battista.

La prima è stata quella del silenzio di Zaccaria, dall’annuncio nel Tempio fino alla nascita di Giovanni. In quel silenzio, Zaccaria ha contemplato l’azione di Dio nella propria storia, una salvezza da annunciare a tutti senza chiudersi in piccoli gruppi.

La seconda immagine è stata quella dello stupore della folla davanti all’intervento di Dio. Il Vescovo ha invitato Don Ivan a non abituarsi mai alla presenza di Dio, a custodire sempre la capacità dello stupore, evitando il rischio di diventare un semplice funzionario del sacro e di cadere nell’esteriorità.

Ha ribadito la necessità di lasciarsi stupire ogni giorno dai segni della presenza di Dio nella vita della Chiesa e del popolo, diventando servo della Parola annunciata e coltivando un rapporto privilegiato con la preghiera e l’Eucaristia quotidiana.

Ha concluso la riflessione invitandolo ad essere sempre in ascolto della Parola di Dio e degli uomini del nostro tempo, con le loro gioie, le loro attese, le loro fatiche e le loro speranze; ad essere uomo e sacerdote disposto ad ascoltare con le orecchie e con il cuore, contribuendo alla costruzione di una Chiesa autenticamente in comunione.

Al termine dell’omelia, il Vescovo ha rivolto alcune domande al candidato al sacerdozio. Successivamente si è svolto il canto delle Litanie dei Santi, durante il quale Don Ivan si è prostrato a terra come segno di totale umiltà e obbedienza a Dio e alla Sua Chiesa.

Terminato il canto delle Litanie, è seguita l’imposizione delle mani da parte del Vescovo e di tutti i presbiteri presenti. Il Vescovo ha quindi pronunciato la preghiera di consacrazione sacerdotale, cui è seguita l’imposizione della stola sacerdotale e della casula, paramenti propri del ministero presbiterale.

Dopo la vestizione, il Vescovo ha consacrato con il Sacro Crisma le mani di Don Ivan. Quel Crisma, olio profumato, richiama la missione di diffondere nel mondo il “profumo di Cristo”. Successivamente gli ha consegnato il calice e la patena, simboli del sacrificio eucaristico di cui è divenuto ministro.

È seguito il caloroso abbraccio di pace con il Vescovo Carlo, con il Vescovo Emerito Gennaro e con tutto il presbiterio, che ha salutato il novello sacerdote baciandogli le mani.

Sono poi seguite la Professione di Fede, la Preghiera dei Fedeli e la Liturgia Eucaristica, durante la quale Don Ivan ha concelebrato per la prima volta da sacerdote.

Un improvviso blackout ha conferito alla celebrazione un’atmosfera quasi mistagogica. La solenne Benedizione Apostolica concessa da Papa Leone XIV al nuovo sacerdote e la benedizione impartita dal Vescovo hanno sancito la conclusione di questo rito tanto raro quanto significativo.

Al termine della celebrazione, i tanti fedeli, commossi e festanti, si sono stretti attorno a Don Ivan per porgergli gli auguri e baciare quelle mani che, unte del Sacro Crisma, assolveranno, benediranno e consacreranno.

La torta e il ricco buffet hanno poi deliziato i presenti al termine di una giornata che rimarrà nella storia della Diocesi di Ischia, arricchita da un dono grande e prezioso: un nuovo presbitero.

L’affetto e la vicinanza di ragazzi, giovani e anziani di Forio, Serrara Fontana e dell’intera isola siano per Don Ivan sostegno e incoraggiamento ad essere, come il suo Santo patrono, profeta di salvezza e di speranza in questo nostro tempo difficile.

La luce dei suoi occhi possa brillare in ogni persona che incontrerà nel suo cammino di padre, fratello e amico.

Auguri di cuore, Don Ivan!

Don Ivan Aiello presiederà le sue prime celebrazioni eucaristiche questa sera, 25 giugno, alle ore 20.00 presso la Parrocchia di Santa Maria di Montevergine in Forio, sua comunità di origine, e domenica 28 giugno alle ore 11.30 presso la Parrocchia di Santa Maria della Mercede in Fontana, dove ha svolto il suo servizio da seminarista e da diacono.

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