di Camillo Buono

ROMA – Dalla Danimarca all’Italia per contribuire al dibattito sul futuro delle infrastrutture digitali e dell’energia. È il percorso che ha visto protagonista Roberto Monaco, professionista italiano residente e impegnato da anni in Danimarca, invitato dall’Ambasciata di Danimarca a Roma a presentare il report da lui coordinato alle Nazioni Unite sullo sviluppo dei data center e sulle loro implicazioni per i sistemi energetici.

L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni italiane e danesi, imprese e mondo della ricerca con l’obiettivo di confrontarsi sulle prospettive di investimento nel nostro Paese e su come l’esperienza danese possa rappresentare un modello di riferimento per lo sviluppo di un settore sempre più strategico.

I data center costituiscono infatti il cuore dell’economia digitale e dell’intelligenza artificiale, ma pongono anche importanti sfide legate ai consumi energetici, alla sostenibilità e alla pianificazione delle reti elettriche.

Per Roberto Monaco, però, il valore dell’invito va oltre l’aspetto tecnico.

«Al di là dell’aspetto professionale, è stato particolarmente significativo poter contribuire, pur vivendo e lavorando all’estero, a un confronto che riguarda il futuro del nostro Paese. Credo sia una delle soddisfazioni più grandi: mettere a disposizione le competenze maturate fuori dall’Italia per supportarne la crescita e lo sviluppo.»

Parole che raccontano il desiderio di molti professionisti italiani che operano all’estero come Roberto di continuare a mantenere un legame concreto con il proprio Paese, condividendo esperienze e competenze acquisite in contesti internazionali.

L’incontro organizzato dall’Ambasciata di Danimarca rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni, ricerca e imprese, con l’obiettivo di individuare modelli di sviluppo capaci di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità energetica e crescita economica.

Per Roberto Monaco si tratta di un importante riconoscimento professionale, ma anche della conferma di come le competenze degli italiani nel mondo possano rappresentare una risorsa preziosa per accompagnare il Paese nelle grandi sfide della transizione digitale.

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