di Camillo Buono

FONTANA (Serrara Fontana) – Ci sono eventi che si ricordano per i numeri. Altri per gli spettacoli. Poi ce ne sono alcuni che entrano nel cuore delle persone. La 46ª Sagra del Vino e della Saucicciata appartiene senza dubbio a quest’ultima categoria.
Chi giovedì 6 agosto ha raggiunto Fontana, tornando a casa, aveva negli occhi e nel cuore una sola convinzione: «È stata la sagra più bella di sempre».
Un’affermazione importante, soprattutto se si pensa che quest’anno la manifestazione celebrava un doppio traguardo: la 46ª edizione e i cinquant’anni dalla prima Sagra del Vino e della Saucicciata, nata nel 1976 grazie all’intuizione di un gruppo di persone che probabilmente non immaginavano che, mezzo secolo dopo, quella loro idea sarebbe diventata uno degli appuntamenti più rappresentativi del Comune di Serrara Fontana e dell’intera isola d’Ischia.
Ma il successo di questa edizione non è stato soltanto nella straordinaria partecipazione di pubblico.
È stato nel modo in cui Fontana ha saputo raccontare sé stessa.
Per una sera il paese non ha semplicemente ospitato una festa. È diventato la festa.
Un’intera comunità si è messa in gioco. Bambini, ragazzi, genitori, nonni, famiglie e volontari. Ognuno ha dato il proprio contributo affinché quella serata fosse il racconto autentico di un popolo.
Abiti d’epoca, scenografie, canti, balli, fotografie, racconti e tradizioni hanno trasformato Piazza Arturo Trofa in un viaggio attraverso cinquant’anni di storia.
Ed è proprio questo il segreto della Sagra di Fontana.
Non è la serata del 6 agosto.
Quella è soltanto l’ultimo capitolo.
La vera Sagra comincia mesi prima, quando la Pro Loco Serrara Fontana coinvolge il paese intero in un percorso fatto di idee, incontri, prove, entusiasmo e condivisione. Giovani, bambini e famiglie lavorano insieme ai soci e agli anziani, dando vita a quella trasmissione di memoria che rappresenta il valore più grande della manifestazione.
Perché le tradizioni non si conservano da sole.
Si tramandano.
E a Fontana questo avviene nel modo più bello possibile: facendo diventare protagoniste tutte le generazioni.
Quest’anno la Sagra ha saputo raccontare anche il territorio attraverso i suoi sapori.
Un percorso gastronomico che ha unito storia e identità, partendo dalla granita artigianale preparata con i blocchi di ghiaccio, memoria dei celebri fossi della neve della Falanga, dove un tempo la neve veniva compressa e conservata per affrontare con il suo refrigerio i mesi estivi.
Poi il protagonista assoluto della festa, quello che da sempre identifica questa manifestazione: il panino con la “sauciccia” accompagnato dal vino locale, un’accoppiata semplice ma capace di raccontare l’anima contadina di Fontana meglio di qualsiasi altro piatto.
E infine la novità di questa edizione: la graffa dei Maronti, un omaggio a uno dei sapori più amati dell’estate ischitana, capace di unire tradizione e dolcezza in un’unica esperienza.
La Sagra è stata anche un’importante occasione di promozione del territorio.
Accanto ai tanti ischitani erano presenti altrettanti turisti che, oltre ad assaporare le eccellenze gastronomiche, hanno potuto conoscere la storia della comunità visitando il Museo Contadino e il percorso fotografico dedicato ai cinquant’anni della manifestazione.
Michele Mattera e Roberto Monaco, soci della Pro Loco Serrara Fontana, hanno raccontato con emozione il significato di questa edizione.
«È stata una Sagra diversa dalle altre. Non soltanto per il numero di persone presenti, ma perché è stato coinvolto davvero tutto il paese che ha saputo veramente regalare agli ospiti un “sold out” di emozioni.»
Ed è probabilmente proprio questa la chiave del successo.
Le Pro Loco non nascono semplicemente per organizzare eventi.
Nascono per creare comunità.
Per fare in modo che un paese si riconosca nella propria storia, coinvolgendo trasversalmente bambini, giovani, famiglie e anziani, affinché ciò che è stato possa continuare a vivere anche domani.
È questo che accade da cinquant’anni con la Sagra del Vino e della Saucicciata.
La sua storia non resta custodita nei ricordi di chi l’ha vissuta.
Cammina.
Passa di mano in mano.
Di padre in figlio.
Di nonno in nipote.
Ed è forse questo il patrimonio più prezioso che Fontana custodisce.
A rendere ancora più speciale questa edizione è stata anche la scoperta del nuovo maiolicato di Piazza Arturo Trofa, che ha fatto da splendida cornice alla manifestazione. Un’opera che non rappresenta soltanto un intervento di riqualificazione urbana, ma un vero racconto dell’identità di Serrara Fontana, dei suoi paesaggi, delle sue tradizioni e della sua gente.
La festa è finita.
Le luci si sono spente.
La piazza è tornata al silenzio.
Ma chi era presente porterà con sé il ricordo di una serata che ha saputo trasformare una semplice sagra in qualcosa di molto più grande.
Perché ci sono eventi che riempiono una piazza.
E poi ci sono quelli che riescono a riempire il cuore di un’intera comunità.
La 46ª Sagra del Vino e della Saucicciata ha fatto esattamente questo.
E mentre cala il sipario sull’edizione del cinquantenario, a Fontana c’è già chi guarda avanti.
Perché le tradizioni non si fermano mai.
Da oggi è già tempo di pensare alla 47ª Sagra.

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